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Alla ricerca degli asparagi selvatici! – Dott. Raffaele Cicorella

by Dott. Raffaele Cicorella

Aprile e le sue meraviglie

Con l’arrivo del mese di aprile i nostri carrelli della spesa possono continuare a riempirsi di sempre presenti prodotti ortofrutticoli ma anche di fragole (argomento del prossimo approfondimento) e di una serie di ortaggi tra cui cime di rape, finocchi, sponsali, cicorie e spinaci.

Ma ciò che potremmo, invece, portare a casa anche solo facendo una piacevole passeggiata tra le nostre campagne, sfruttando le belle giornate calde, sono i gustosi asparagi selvatici.

Se sei una persona che conosce un posto segreto e nascosto dove fare rifornimento di asparagi, farai bene a non dirlo a nessuno altrimenti rischierai di tornare a casa e di non poter fare nemmeno una frittata al volo!

Proprietà benefiche

La natura e le nostre campagne, in questo periodo, ci regalano una bontà unica e di inestimabile valore nutrizionale.

Gli asparagi, infatti, oltre ad essere poveri di calorie, sono formati principalmente di acqua, fibre (facilitando la digestione e il transito intestinale), vitamine (A, gruppo B, C, E, K) e sali minerali (potassio, magnesio, ferro, calcio, fosforo).

Sono, inoltre, antiossidanti, antinfiammatori, diuretici, depurativi, disintossicanti ed un valido alleato per la salute della pelle, ossa, vasi sanguigni e capelli.

Insomma, ottimi gli asparagi, vero? Un motivo in più per mantenere segreto il luogo da cui ti rifornisci ogni anno!

Scherzi a parte, gli asparagi sono piante estremamente salutari, la cui essenza viene addirittura usata per trattare le infiammazioni della vescica e dei reni e la nefrolitiasi ovvero la formazione di calcoli renali (*).

L’unico problema sembra essere l’odore che sprigionano quando si va in bagno!

Infatti, gli asparagi possono modificare l’odore dell’urina poiché dalla metabolizzazione dell’acido asparagusico si formano composti contenenti zolfo che sono i principali responsabili di questo particolare “odore”.

Tuttavia, non tutti sentono questo odore provenire dalla propria urina.

Uno studio del 2010 di “23andMe”, una compagnia americana, analizzando il DNA, ha chiarito che le persone che, pur mangiando asparagi, non percepiscono l’odore particolare della propria urina hanno una mutazione genica sul cromosoma numero 1.

Quindi, in questi soggetti, il composto contenente zolfo viene comunque rilasciato ma non viene riconosciuto dai recettori olfattivi del naso. Incredibile vero?

Ricetta

Tralasciando il DNA e l’odore che liberano gli asparagi con l’urina, questa particolare pianta si presta molto bene in diverse ricette tra cui risotti, frittate o semplicemente lessi conditi con il nostrano olio extravergine d’oliva e del limone.

La caccia agli asparagi è aperta! Buona fortuna!

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