Voucher: Intervista alla Dott.ssa Miriam Lofano

PARLIAMO DI VOUCHER. COSA PREVEDE LA NORMA INTRODOTTA DAL GOVERNO?

I voucher sono stati reintrodotti dopo cinque anni dal governo Meloni per il settore alberghiero, la ristorazione e la cura della persona, mentre per il settore agricolo è stato previsto in via sperimentale, limitatamente al 2023 e 2024, il “contratto occasionale” dei lavoratori per massimo 45 giorni all’anno, cercando di tutelare l’esigenza di non superare i 51 giorni determinanti ai fini della percezione della disoccupazione e degli assegni familiari.

A tale strumento potranno accedere esclusivamente pensionati, disoccupati, coloro che percepiscono ammortizzatori sociali o il reddito di cittadinanza, studenti fino ai 25 anni e detenuti. Ad eccezione dei pensionati, non bisogna aver avuto un rapporto di lavoro subordinato in ambito agricolo nei tre anni precedenti; allo stesso tempo, per tutti i soggetti interessati, sarà possibile cumulare le giornate con le altre ore di lavoro prestate per altri contratti stagionali eventualmente in essere. 

La durata massima del contratto è di 12 mesi anche se il limite dei 45 giorni si applica al numero massimo di giornate effettive di lavoro: qualora venisse superata tale soglia il rapporto occasionale verrebbe trasformato automaticamente in contratto a tempo indeterminato.

Dal punto di vista burocratico, il lavoratore deve redigere un’autocertificazione per mezzo della quale dovrà effettuare la comunicazione al centro per l’impiego ai fini dell’apertura del contratto, con compenso in linea con i contratti collettivi, esente sa qualsiasi imposizione fiscale.

Al contempo è prevista l’iscrizione del lavoratore occasionale sul Libro Unico del Lavoro e l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare all’INPS, ogni 16 del mese successivo al termine della prestazione, il versamento dei contributi unificati previdenziali e assistenziali agricoli, con le modalità stabilite da INPS e INAIL .Nei casi di violazioni della legge, ad esempio mancata notifica o assunzione di soggetti diversi da quelli previsti dalla norma, a meno che non siano conseguenza di informazioni incomplete o non veritiere contenute nell’autocertificazione resa dal lavoratore, saranno inflitte multe comprese tra i 500 e i 2.500 euro per ogni giornata lavorativa che non risulti in regola. 

QUALI DIFFERENZE CI SONO TRA LA PRIMA BOZZA E QUELLA POI “PASSATA AI VOTI”?

Se nella prima versione era prevista la reintroduzione dei voucher per ristorazione, turismo, cura della persona e settore agricolo, a seguito della fervida opposizione dei sindacati e visti i numerosi abusi commessi negli anni passati, nella legge di bilancio approvata dal Parlamento i voucher non sono stati più adottati per l’agricoltura, prevedendo invece la disciplina specifica e transitoria dei contratti a 45 giorni. 

QUALI PLATEE RAPPRESENTANO IL TARGET DI RIFERIMENTO PER UN INGRESSO DI NUOVI LAVORATORI?

Sicuramente i settori dove la domanda di lavoro è molto dinamica, necessitando di maggiore flessibilità, sono quelli caratterizzati dalla stagionalità. Voucher e contratti occasionali sarebbero utili in agricoltura per soddisfare la richiesta di manodopera nei periodi delle raccolte; nella ristorazione e settore alberghiero per affrontare la stagione estiva; nel settore della cura della persona, per via anche al ricorso di personale extracomunitario con frequenti esigenze di trasferimenti e sostituzioni.

CHE TIPO DI IMPATTO AVRA’ IN GENERALE SUL LAVORO AGRICOLO? POTRA’ MIGLIORARE LA SITUAZIONE NEL REPERIMENTO DELLA MANODOPERA?

Secondo CGIL, il contratto a 45 giorni risolverà le difficoltà di reperimento della manodopera, in quanto non garantendo né maggiori tutele né maggiori retribuzioni, porterà i lavoratori a fare scelte diverse. Il venire meno dei limiti economici attualmente previsti dal lavoro occasionale e allargandosi la platea di utilizzo di lavoro accessorio a tutto il settore primario, il lavoratore rischia di essere nelle mani dell’impresa che lo chiamerà quando vuole, risultando difficile l’inesistenza di abusi, anche a danno degli extracomunitari.

A fronte del dato del 10% di contratti a tempo indeterminato su 1.1 milioni di addetti in agricoltura, visti i numerosi abusi commessi con i voucher, l’obiettivo principale dei contratti occasionali è quella di consentire la continuità produttiva delle imprese agricole, facilitare il reperimento di manodopera per le attività stagionali, garantire ai lavoratori tutele equivalenti a quelle del rapporto di lavoro subordinato.

Tra gli obiettivi vi è da porre anche il monitoraggio dell’andamento delle prestazioni previdenziali e delle entrate contributive, mediante apposita banca dati informativa, per mezzo di una convenzione tra INPS e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, al fine di poter formulare proposte di adeguamenti normativi.

VOUCHER E FACILITAZIONE DEI FLUSSI…BASTERANNO QUESTE MISURE?

In quanto strumenti sperimentali e vista la difficile situazione economico-politica sarebbe precoce esprimere un giudizio concreto sulla loro efficacia. Nel mentre, come suggerito da sindacati e giuslavoristi, attenuando i punti di debolezza, sarebbe principalmente necessaria un’effettiva semplificazione a carico delle imprese in termini di adempimenti.  In secondo luogo, sarebbe auspicabile il monitoraggio degli usi illeciti di voucher e contratti a 45 giorni: per questi ultimi, dal momento che il limite di 45 giorni funge da cuscinetto ai 51 giorni necessari per il godimento degli ammortizzatori sociali, vi è un maggiore rischio di dar seguito a condotte fraudolente.

Una soluzione è rinvenibile nella creazione di verifiche ad hoc per il settore agricolo, sulla base di studi economico-statistici: nel 2021, una trentina di giuslavoristi, costituzionalisti ed economisti del lavoro hanno sottoscritto una dichiarazione con la quale suggerivano di osservare l’utilizzo dei voucher individuando zone di monitoraggio, approssimativamente coincidenti con le singole provincie. Potendo applicare questa metodologia anche ai contratti a 45 giorni, dal confronto numerico delle suddette tipologie contrattuali registrate nelle singole zone con un campione di controllo statisticamente identico, sarebbe possibile rilevare usi leciti e illeciti di tali tipologie contrattuali.

DOTT.SSA LOFANO MIRIAM

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