Tavolo olio, il Ministero a breve riconvocherà le parti
Il comparto olivicolo italiano torna al centro dell’attenzione istituzionale. Dopo le richieste avanzate dalle principali regioni produttrici, il Ministero si prepara a riconvocare il Tavolo Olio per affrontare temi cruciali come prezzi all’origine, competitività della filiera, tracciabilità e valorizzazione del Made in Italy. Un confronto atteso da produttori, frantoiani e organizzazioni del settore.
Il settore chiede più risorse e meno vincoli. Da Roma si punta sul Piano Olivicolo Nazionale
A Roma sono giorni di analisi sui documenti e sulle proposte presentate durante l’ultima riunione del Tavolo tecnico della filiera olivicolo-olearia convocato nei giorni scorsi dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), un confronto atteso dal comparto per definire le linee del nuovo Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 e affrontare le principali criticità del settore.
Al centro della discussione sono emerse le richieste delle organizzazioni agricole e delle associazioni di categoria, che chiedono interventi strutturali per rilanciare una filiera alle prese con cambiamenti climatici, aumento dei costi produttivi, concorrenza internazionale e frammentazione aziendale.
Tra le principali istanze avanzate dalle associazioni vi è il rafforzamento delle risorse economiche destinate al comparto. Secondo le organizzazioni agricole, i fondi attualmente previsti rappresentano un primo passo ma potrebbero non essere sufficienti per sostenere il processo di ammodernamento degli impianti, il recupero degli oliveti abbandonati e la competitività delle aziende.
Un altro tema prioritario riguarda la revisione della normativa sugli espianti degli olivi. In particolare, Confagricoltura ha evidenziato la necessità di superare vincoli considerati troppo restrittivi e non più adeguati alle esigenze di un’olivicoltura moderna, capace di rinnovare gli impianti e adattarsi alle nuove condizioni produttive.
Le associazioni hanno inoltre chiesto maggiore attenzione alle emergenze fitosanitarie, a partire dalla Xylella fastidiosa, e strumenti più efficaci per la gestione delle conseguenze dei cambiamenti climatici, che negli ultimi anni hanno inciso pesantemente sulle rese produttive in diverse aree del Paese.
Sul fronte normativo, il settore ha ottenuto dal Ministero un primo segnale di apertura con il rinvio dell’entrata in vigore della disposizione che prevedeva la consegna delle olive ai frantoi entro sei ore dalla raccolta. La proroga, richiesta dalle organizzazioni agricole e dai produttori, è stata motivata dalla necessità di evitare criticità logistiche e consentire una revisione della norma più aderente alle reali dinamiche operative della filiera.
Dal canto suo, il Masaf difende l’impianto del nuovo Piano Olivicolo Nazionale, definendolo uno strumento strategico per il rilancio del settore. Il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra ha sottolineato come l’olivicoltura rappresenti una priorità nazionale e necessiti di una programmazione di medio-lungo periodo capace di affrontare le debolezze strutturali del comparto.
L’obiettivo dichiarato dal Ministero è incrementare la produzione nazionale di almeno il 25% nei prossimi anni, attraverso investimenti che potrebbero raggiungere complessivamente quasi 500 milioni di euro tra risorse nazionali ed europee. Il Piano punta inoltre a migliorare la competitività delle imprese, sostenere la qualità delle produzioni, recuperare superfici olivetate oggi marginali e rafforzare la capacità di risposta alle emergenze fitosanitarie.
Il confronto tra istituzioni e rappresentanze del settore proseguirà nelle prossime settimane con la raccolta delle osservazioni al Piano. La sfida sarà trovare un equilibrio tra le richieste delle imprese agricole e la necessità di costruire una strategia condivisa per uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano.
