Stop al commissariamento del Consorzio Terrepadane

Stop al commissariamento del Consorzio Terrepadane. In sintesi è la decisione del Tribunale Amministrativo di Parma (Tar) che, nell’udienza del 30 agosto, ha confermato la sospensione del provvedimento di nomina del commissario ad acta da parte del Ministero. L’udienza per la sentenza definitiva è fissata il 22 novembre 2023.
Nelle scorse settimane il Direttore Generale Dante Pattini ha provato a spostare l’attenzione mediatica sulle performance della cooperativa che nei primi sei mesi dell’anno ha avuto una crescita del settore mangimi del 30% e un aumento in volumi (più 5.000 tonnellate) nel settore fertilizzanti, con la vendita di fitofarmaci aumentata del 10%. Nonostante i trend positivi a tenere banco è tuttavia il “lodo commissariamento”, una battaglia da inquadrare in una diatriba per il controllo di Terrepadane e il suo ingresso o meno in Consorzi agrari d’Italia, querelle che si protrae ormai dal 19 maggio 2021.
Lo scorso 7 agosto scorso il presidente del Tar Parma aveva accolto l’istanza presentata dal Consorzio contro il commissariamento. Il Tar di Parma, nell’udienza di mercoledì 30 agosto, ha deciso quindi di “sospendere l’efficacia del provvedimento del ministero del 2 agosto scorso” emesso dal Direttore Generale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con cui si disponeva il commissariamento di Terrepadane e la nomina del Commissario ad acta che, quindi, resta “congelato”. La governance del Consorzio rimane per ora al CdA guidato dal presidente Marco Crotti: l’assemblea eletta il 4 luglio 2023 rimane valida, così come l’assemblea del 19 maggio 2021, la cui piena legittimità è già stata accertata dal lodo arbitrale. L’udienza che dovrebbe essere decisiva per stabilire se il commissariamento deciso dal ministero sia legittimo o illegittimo è stata fissata per il prossimo 22 novembre.

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