Svolta storica nella valorizzazione della qualità dell’olio extravergine d’oliva e nella tutela dei consumatori di tutto il mondo contro le frodi e le contraffazioni. Dal 1º ottobre, infatti, il primo Paese produttore del mondo, la Spagna, come succede in Italia da tanti anni, adotterà il registro telematico per tracciare gli oli vietando le miscele di oli d’oliva di diversa categoria merceologica o con altri oli

Stati generali olivicoltura, Qualivita: DOP e IGP unico contrasto a “ibericizzazione” produzione Italiana

“Solo il 5% della produzione olivicola nazionale può dirsi veramente italiana, in quanto proviene da un areale di produzione DOP e IGP. Questa è l’unica certezza che oggi abbiamo nel mondo dell’olio extravergine d’oliva, sempre più oppresso da contraffazioni e imitazioni, oltre che schiacciato da quella che si può definire una vera e propria ‘ibericizzazione’ del prodotto.

E’ questo il messaggio che parte dalla tavola rotonda organizzata a Siena, in occasione dei lavori del COI (consiglio olivicolo internazionale), da fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia, l’associazione italiana dei consorzi di tutela, sul tema delle DOP IGP nel settore dell’olivicoltura. Forte il richiamo a fare di più e prima possibile per salvaguardare una peculiarità italiana, come quella dell’olio extravergine di qualità, che rischia di soccombere al modello super intensivo e monovarietale della Spagna che con 1.078 milioni di tonnellate di olio prodotto nel 2023, è la maggiore produttrice al mondo.

A fare emergere le istanze del mondo produttivo sono stati proprio i rappresentanti dei consorzi di tutela che hanno messo sul tavolo, all’attenzione dei decisori politici, i nodi – dal mercato, alla contraffazione fino alle emergenze climatiche e fitosanitarie – che affliggono questo settore rimasto ormai la cenerentola delle indicazioni geografiche italiane ed europee”, informa un comunicato di qualivita.

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