Siccità: ANBI, Italia non ha più grandi fiumi, alcuni sotto il minimo storico

Il settimanale report dell’osservatorio ANBI sulle risorse idriche, pur di fronte a un contesto leggermente migliorato, certifica che l’Italia non ha più grandi fiumi. Resta largamente insufficiente, infatti, la portata del Po che, nonostante goda di un leggero incremento nel tratto iniziale, permane abbondantemente sotto il minimo storico mensile nel tratto lombardo-emiliano, toccando, nel rilevamento finale a Pontelagoscuro, la portata di 604,23 mc/s, inferiore di ben il 14% rispetto ai valori minimi del periodo”.

“In Veneto – prosegue il comunicato -, l’Adige scende al di sotto dei -4 metri sullo zero idrometrico. ai livelli più bassi del recente passato è anche il Livenza, mentre cala il Piave e restano sostanzialmente stabili Bacchiglione e Brenta.

Scarse – aggiunge il comunicato – permangono le precipitazioni, certamente insufficienti a risolvere una situazione di grave crisi idrica, mentre sulle dolomiti l’altezza media del manto nevoso si attesta sui 40 centimetri (fonte: Arpav).

Inarrestabile in Lombardia è il tracollo dell’Adda, le cui portate rimangono addirittura al di sotto di quelle dell’anno scorso. In calo anche gli altri fiumi della regione, dove le riserve idriche sono inferiori sia alla media storica (-61%) che al siccitoso 2022 (-11%)”. “Nonostante i deflussi ridotti al minimo – evidenzia il comunicato -, il lago di Garda (riempimento: 37,9%) resta in grave crisi: da settimane staziona vicino al minimo storico. I restanti bacini lacustri del nord Italia registrano innalzamenti di livello con il Lario (riempimento: 21,2%) che ormai sfiora la media, sotto la quale invece restano Verbano (riempimento: 45,4%) e Sebino (riempimento: 17,9%)”.

In Valle d’Aosta – continua il comunicato – “E’ tornata finalmente a vedersi un po’ di neve: sui rilievi occidentali l’altezza media del manto nevoso sale di quasi mezzo metro (da 56 a 99 cm); lungo la fascia centrale si passa da 44 a 67 cm; in quella orientale l’aumento è stato di circa 60 centimetri (da 52 a 111 cm).

Grazie a precipitazioni significative (63 mm a nus), aumentano le portate del fiume dora Baltea e del torrente Lys. Restano invece scarse le precipitazioni nel confinante Piemonte (solo una ventina di millimetri nel novarese); ciò nonostante i fiumi Pesio, Tanaro e Stura di Demonte segnano una leggera crescita, mentre restano stabili stura di Lanzo e Orco (fonte: Arpa Piemonte)”.

“In Liguria – aggiunge il comunicato -, importanti fenomeni piovosi si sono registrati nell’entroterra genovese, dove sono caduti fino a circa 70 millimetri di pioggia; sul Ponente della regione le precipitazioni sono state quasi nulle, mentre hanno raggiunto una ventina di millimetri sul levante. i livelli dei fiumi Entella e vara crescono di quasi mezzo metro, mentre restano sotto la media magra e argentina”.

“In Friuli Venezia Giulia – continua il comunicato – si alzano i livelli dei fiumi Cellina (restano però inferiori a quelli del 2022) e tagliamento, nonchè del torrente Cornappo.

Sui rilievi ha ripreso a depositarsi un po’ di neve, principalmente nella zona nord-occidentale della regione (Alpi e Prealpi carniche) dopo un febbraio senza pioggia e con le nevicate più scarse da 50 anni (fonte: Protezione Civile Regione Friuli Venezia Giulia).

In Romagna, dopo i forti apporti pluviali della settimana scorsa, tornano sotto media i fiumi Savio e Lamone, che però si mantengono sopra i livelli del recente quadriennio; crescono la Trebbia e il Reno, la cui portata è inferiore di quasi il 57% alla media, ma superiore di oltre il 400% rispetto a quella del 2022. Scendono, invece, i livelli dei fiumi dell’Emilia centrale, quali Enza e Secchia (fonte: arpae)”. Prosegue il comunicato spiegando che “sono in calo anche i livelli dei corsi d’acqua del centro Italia, dove non si sono registrati significativi eventi meteo. In Toscana diminuiscono le portate dei fiumi Serchio, Arno, Sieve e Ombrone; nelle Marche, quelle di Esino, Sentino e potenza mentre, grazie allo scioglimento delle nevi, aumentano i volumi d’acqua trattenuti dalle dighe, che oggi sono superiori di oltre 4 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso. in Umbria, l’altezza del lago Trasimeno continua ad essere inferiore alla media (-73 cm) e si abbassa di quasi 40 centimetri il livello del fiume Tevere, che decresce anche nel Lazio, dove invece restano sostanzialmente stabili i livelli degli altri corpi idrici”.

“In Abruzzo, a Febbraio – si legge nel comunicato -, si sono registrati deficit pluviometrici, più  marcati sulla provincia Teatina (-63% a Celenza). La media delle temperature massime ha toccato +4,6 gradi a Sulmona, mentre a campo imperatore restano 58 centimetri di manto nevoso, invece praticamente scomparso nel vicino Molise, dove si riduce la portata iniziale del fiume Volturno, i cui livelli restano però superiori a quelli dell’anno scorso nel tratto in Campania, così come quelli di Liri-Garigliano e Sele”.

“Dopo gli exploit delle scorse settimane scendono le disponibilità idriche nei bacini di Basilicata (-1.700.000 metri cubi) e puglia (-5 milioni circa). Tende infine a migliorare la condizione idrica in Calabria; qui il mese di marzo si sta mostrando particolarmente umido nella provincia di Reggio Calabria dove, da inizio mese, i giorni piovosi sono stati una decina, arrivando a registrare cumulate fino a 140 millimetri; anche nel cosentino tirrenico – conclude il comunicato – sono stati numerosi i giorni piovosi, ma con precipitazioni inferiori a quelle Reggine”.

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