Scienza vs Natura, a rischio il Made in Italy?

Intervista al Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Puglia (ARA Puglia), Pietro Laterza

Cosa pensereste se vi dicessimo che potrebbe essere approvata una legge che permetta di nutrirsi con un finto cibo? Proviamo a spiegarvi meglio… se vi dicessimo che non mangeremo più pesce che viene dal mare o non berremo più latte animale proveniente dalla mucca e tutto il cibo fosse ricreato in laboratorio, Voi sicuramente pensereste che sia follia e invece no!

Negli USA è già iniziata la produzione di cibo sintetico, dove la Food and Drug Administration (Fda), l’ente del governo statunitense che regola i prodotti alimentari e i farmaci, ha dato il via libero ad un’azienda, la Upside Foods, che sarà in grado di vendere pollo prodotto a partire da vere cellule animali, coltivate all’interno di bioreattori, senza che quindi sia necessario macellare animali vivi. 

L’Italia a questa visione futuristica ha risposto in modo differente ed è partita con una grande mobilitazione della Coldiretti che ha predisposto una raccolta di firme su tutto il territorio nazionale per fermare questa pericolosa deriva che mette a rischio il futuro dei nostri allevamenti e dell’intera filiera del cibo Made in Italy.

L’obiettivo di Coldiretti è quello di promuovere una legge che vieti in assoluto la produzione, l’uso e la commercializzazione di cibi creati in laboratorio. 

In merito a questo il neo Ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha garantito che finché ci sarà questo governo le tavole degli italiani potranno stare al sicuro. 

Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Puglia (ARA Puglia), Pietro Laterza
Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Puglia (ARA Puglia), Pietro Laterza

Desidero sgomberare il campo da qualsiasi equivoco: il governo è contrario al cibo sintetico e artificiale e ha intenzione di contrastare in ogni sede questo tipo di produzioni” – queste le parole del ministro in un’intervista rilasciata su Repubblica.

A tal proposito ci è piaciuto scambiare delle riflessioni con il Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Puglia (ARA Puglia), Pietro Laterza

-Cosa rischia la filiera zootecnia se la legge a favore del cibo sintetico venisse approvata?

Se la legge a favore del cibo sintetico venisse approvata in Italia, la filiera zootecnica rischierebbe un default totale e a mio malgrado non rischierebbe soltanto la filiera zootecnica italiana ma tutta la filiera agroalimentare europea, in quanto tutti i prodotti alimentari rischiano un rimpiazzo con una sostituzione totale di quello che fino ad ora madre natura ci ha fornito. 

-Chi promuove la carne prodotta in laboratorio fa leva sul risparmio di risorse e sull’impronta ambientale più sostenibile. La sua posizione, in qualità di rappresentante del comparto zootecnico italiano.

Molti futuristi hanno promosso e fatto leva sull’esigenza di abbattere l’impatto che gli allevamenti hanno sul clima, a causa delle emissioni del bestiame, del grande utilizzo di acqua e della deforestazione per creare terreni di pascolo e stabilimenti per la macellazione e la trasformazione della materia prima. Questo però è tutto da verificare e attestare, in quanto è comunque un prodotto creato e confezionato in un laboratorio e qualsiasi laboratorio ha anch’esso uno sviluppo di Co2 o di prodotti inquinanti. Per non parlare di quanto bisognerebbe valutare e considerare la qualità, ma soprattutto la genuinità del prodotto. Non ci dimentichiamo inoltre che in Italia è ben nota la dieta mediterranea, ritenuta una delle diete più sane e salutari che ci sia, ricca di alimenti della tradizione (PAT). Dalla loro parte hanno una grande strategia di marketing che potrebbe influenzare una grande percentuale di consumatori finali. 

-Come percepisce il settore questo tipo di sperimentazioni? Si sta attrezzando per fronteggiarle o i problemi percepiti sono altri?

Il settore sta cercando di coinvolgere in particolar modo la politica ma anche l’opinione pubblica. Coldiretti si è subito mobilitata in maniera rapida e tempestiva con una raccolta firme, per la quale l’opinione pubblica si è dichiarata per il 75% contraria alla “carne di Frankenstein”, come la definita Coldiretti. Inoltre abbiamo dalla nostra parte il Governo, il neo ministro all’agricoltura in una dichiarazione pubblicata si è dichiarato contrario e ha garantito una opposizione a livello comunitario qualora la legge fosse approvata in Europa.

-Quali sono invece i tratti distintivi della zootecnia 4.0?

In Puglia vi è una zootecnia a carattere estensivo, ovvero una tipologia di allevamento che prevede l’assoluta libertà degli animali allevati.  Gli animali vivono in spazi verdi estesi, dove sono liberi di brucare quello che madre natura li fornisce. Questo fa sì che si inneschi nell’animale un benessere che permette una buona produzione sia di carne che di latte. Inoltre gli allevamenti estensivi permettono che il rapporto tra il numero di animali presenti e lo spazio a loro disposizione, sia molto basso all’azienda di avere una tecnologia 4.0, gestite con programmi informatici per la raccolta dati sia per la produzione, ma anche dal punto di vista qualitativo, di fertilità dell’animale e del benessere, che aiutano moltissimo l’allevatore dal punto di vista del management dell’azienda.

A CURA DELLA REDAZIONE DI FOGLIE TV

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