fbpx

Promozione e Protezione delle DOP ed IGP del VINO I Consorzi di Tutela

by Foglie TV

Al fine di di garantire lo sviluppo delle Denominazioni d’origine e delle Indicazioni geografiche di cui il nostro Paese è ricco sono nati i Consorzi di Tutela ai quali negli ultimi anni sono stati riconosciuti significativi ruoli e responsabilità in tema di protezione e promozione delle produzioni territoriali. Benchè la realtà consortile non sia una prerogativa esclusiva del settore vitivinicolo in questo breve approfondimento ci concentreremo sul mondo enoico.

 

La storia dei Consorzi nel settore vitivinicolo nasce nei primi anni del ‘900 quando vennero istituiti per lo scopo specifico di combattere la filossera, poi negli anni ’30 per la difesa del nome e dell’origine di vini celebri, negli anni ’60 per la promozione della cultura enologica, per arrivare agli anni 2000 e successivi con una legislazione sempre più dettagliata ed approfondita in tema dei compiti e ruoli. Anche la normativa comunitaria è intervenuta, prima con il Reg.(CE)1234/2007 e poi con il Reg.(CE) 1308/2013 (www.europa.eu) ad individuarne ambiti di operatività con una particolare attenzione allo sviluppo di iniziative nel settore della promozione e della commercializzazione. In Italia, significativa è stata la portata del Dlg n.61/2010 dedicato alla tutela delle DOP ed IGP dei vini dove si delinearono scopi e poteri dei Consorzi con l’inserimento di alcuni elementi innovativi, successivamente abrogato dalla Legge 12/12/2016 n.238 (c.d. Testo Unico del vino) che però all’art.41 ne ha recepito i contenuti, rinviando ad un apposito decreto attuativo MIFAAP: il DM  18 luglio 2018 pubblicato su G.U. n.232 del 05/10/2018 (www.gazzettaufficiale.it) .

 

Indipendentemente dal susseguirsi della legislazione nel tempo, tutte hanno previsto che ogni produzione vitivinicola DOP o IGP potesse avere un unico consorzio di tutela che si configura come un soggetto privato con finalità pubbliche i cui associati sono inseriti nel sistema di controllo della Denominazione. Sono costituiti tra i soggetti viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori della Denominazione vincolati dal contratto di consorzio che ai sensi dell’art.2602 codice civile, deve essere redatto in forma scritta a pena di nullità e contenere : l’oggetto e la durata del consorzio, la sede dell’ufficio,gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati, le attribuzioni e I poteri degli organi consortili, le condizioni di ammissione dei nuovi consorziati,i casi di recesso e di esclusione, le sanzioni per l’inadempimento.

 

Il Consorzio si deve dotare di uno Statuto, in conformità delle linee guida previste dal Reg.(UE) 1308/2013 e DM 18/07/2018 indicando:il nome della Denominazione da tutelare, le modalità di ammissione e gli obblighi degli associati con modalità di esclusione e recesso, l’individuazione e le funzioni degli organi sociali, le norme per la nomina dell’organo di controllo, le modalità di nomina degli organi sociali, la regolamentazione delle modalità di voto e di rappresentanza, le norme in materia di arbitrato in caso di insorgenza di controversie.

 

Il Consorzio di tutela regolarmente costituito può chiederne il riconoscimento al MIFAAP nel rispetto del requisto della rappresentanza minima sia sotto il profilo soggettivo in termini di percentuale di presenza di viticoltori (35%o40%) che sotto quello della produzione media certificata ( 51%-66%) così come previsto dagli artt. 2,4 e 5 del DM del 2018.

 

Ottenuto il riconoscimento, il Consorzio ha la facoltà di occuparsi delle procedure di approvazione e modifica dei disciplinari di produzione dei vini certificati, di essere un organo consultivo in merito alla Denominazione o Indicazione tutelata, di svolgere attività di assistenza tecnica, studio e valutazione economico congiunturale delle DOP e IGP tutelate, di porre in essere attività di tutela e salvaguardia degli interessi da abusi, concorrenza sleale, contraffazioni e uso improprio delle Denominazioni tutelate anche in collaborazioni con le Regioni, di svolgere attività di vigilanza nella fase del commercio nei confronti dei soli associati all’ente consortile e realizzata in collaborazione con ICQRF (Ispettorato Centrale Qualità Repressione Frodi).

 

La legge n.238/2016 (art.41 comma 4) prevede che il Consorzio incaricato, in rapporto all’ampiezza della rappresentività secondo i criteri innanzi indicati, possa acquisire ulteriori e più ampi incarichi oltre quelli precedentemente descritti ma ampliati a beneficio di tutti I soggetti inseriti nel sistema dei controlli della DOGC,DOP e IGP anche se non associati. In questo caso si parla di incarico erga omnes che si sostanzia nel compimento delle politiche di gestione delle produzioni finalizzate a salvaguardare e tutelare la qualità dei prodotti certificati per un migliore coordinamento dell’immissione della denominazione nel mercato; nell’agire in tutte le sedi giudiziarie e amministrative per la tutela degli interessi dei produttori; esercitare le funzioni di tutela, di promozione, di valorizzazione di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi della relativa denominazione; svolgere azioni di vigilanza mediante degli specifici programmi con l’ausilio degli agenti vigilatori, nei confronti di tutti i soggetti inseriti nel sistema DOP e IGP anche ai non soci del Consorzio soprattutto nella fase della commercializzazione. Per il corretto svolgimento di tutte queste attività aggiuntive, il Consorzio è autorizzato ad accedere al SIAN per acquisire le informazioni necessarie per la valutazione dell’andamento produttivo e commerciale. I Consorzi di Tutela riconosciuti ai sensi del Testo Unico del vino sono inseriti in un apposito elenco periodicamente aggiornato (ultimo agg.11/06/2021) consultabile sul sito internet del MIPAAF(www.politicheagricole.it)

 

In sintesi, sia che si parli di produzione,programmazione, valorizzazione e di gestione del territorio, sia che si tratti di informazione, comunicazione, vigilanza e valorizzazione anche a livello internazionale, è evidente che l’efficacia consorile trova linfa vitale nel fatto che i Consorzi di tutela sono costituiti dagli stessi soggetti coinvolti nella filiera produttiva, con un’esperienza specifica ed una conoscenza approfondita delle caratteristiche del prodotto che tutelano e del territorio che rappresentano.

A cura   Avv.Angela Quatela –  Avvocato civilista e Giurista della Filiera Agroalimentare – avv.angelaquatela@gmail.com

POTREBBE PIACERTI ANCHE

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi