Produzioni in fuori suolo nel Sud-Est Barese


Credere nei sogni a volte aiuta a rafforzare progetti, spesso sembra impossibile realizzare quanto sembra illusorio e condannato a restare nella nostra immaginazione. Non è necessario essere eroi, per essere sé stessi, quanto piuttosto essere tenaci e credere fermamente che possiamo farcela a cambiare la nostra realtà ed intraprendere un viaggio, che miri a mete perfettamente rispondenti a quanto di meglio vorremmo fosse il nostro domani.

Questo è quello che è successo, infatti, ad un giovane imprenditore agricolo, Kristofer Mucollari, che ha investito nei nostri territori, dopo aver conseguito una Laurea in Agraria, tutte le sue aspettative nel suo originale e innovativo progetto, che unisce la passione per la Natura e per l’Agronomia. Nasce nel territorio tra Turi e Sammichele (BA), Greenal, la sua azienda familiare, che si occupa, come attività principale, della manutenzione del verde.

Non è un caso il nome Greenal, proprio per ricordare il verde che è nel cuore del giovane Kristofer che nel 2018 ha intrapreso un cammino di sperimentazione basato sulla cultura in fuori suolo per la coltivazione di frutti rossi. Scelta azzardata, in quanto, solitamente, le coltivazioni dei frutti rossi vengono coltivate nel nord Italia.

Mirtilli fuori suolo in autunno

Negli ultimi anni, con l’aumento della domanda sul mercato, si vorrebbe creare una filiera tutta pugliese, facendo così aumentare  la volontà dei produttori e soprattutto aumentare la voglia di credere in nuove tecniche produttive. Nonostante le loro piccole sembianze, i frutti rossi donano molti benefici salutari per il nostro organismo in quanto ottimi per rafforzare il sistema immunitario e combattere l’invecchiamento cellulare.

La loro fioritura copre il periodo che va da Aprile a Maggio e la raccolta avviene da fine Maggio a fine Luglio per il mirtillo. In genere sono piante che richiedono un suolo umido e tendenzialmente acido. Il loro nome ricorda i boschi, luoghi in cui crescono spontaneamente per via delle condizioni pedoclimatiche favorevoli.

La difficoltà nel produrre questa categoria di frutti nei nostri territori fa si che subentri la coltura fuori suolo: una coltivazione che si distingue dalla coltivazione tradizionale per l’assenza del terreno agrario. In questo caso, il problema del nostro terreno calcareo e con condizioni pH non idoneo alla coltura, viene sostituito da substrati inerti. Generalmente, si preferisce attuare questo tipo di coltura fuori suolo, per avere un maggiore controllo della pianta garantendo il giusto apporto di nutrienti ed acqua evitando cosi anche sprechi.

Questa tecnica ben risponde anche ai problemi legati al suolo o in generale a patogeni presenti nel terreno. I vantaggi sono molteplici soprattutto a riguardo di questa piccola ma importante categoria dei frutti rossi, proprio perché, possedendo una maggiore densità, considerando un anticipo sulle produzioni e anche la possibilità di lavorare in serra, si potrebbe produrre per tutto l’anno, garantendo al consumatore un prodotto salubre tutto l’anno.

Kritofer ha avviato questa sperimentazione in fuori suolo sulla fragola per poi concentrarsi sul mirtillo, tanto da dedicargli un ettaro e da coltivare tre varietà: Alix Blue (precoci), Huron (medio precoci) e Liberty (tardive).

 

Il suo primo impianto nasce nel 2020 con un totale di 3400 piante circa con un successo nella raccolta di circa 15 quintali di prodotto nel 2021. Ad oggi, il giovane e ambizioso imprenditore, non vuole fermarsi, tanto da dedicare un altro ettaro sulla sperimentazione di un’altra categoria dei frutti rossi, la mora e il lampone, questa volta però vorrebbe utilizzare sia la coltura fuori suolo sia quella in piena terra, infatti, per via della loro rusticità, sono piante che facilmente si potrebbero adattare al nostro terreno e al nostro clima, grazie anche ad aziende di breeding che stanno studiando varietà idonee ai nostri climi.

Il consiglio di Kristofer per coloro che vorrebbero intraprendere questo percorso è iniziare, anche con piccole superfici, dalla coltivazione in pieno suolo (con more e lamponi ad esempio), per poi specializzarsi nel tempo sulle colture in fuori suolo fuori suolo, al fine di superare le difficoltà e soprattutto i costi che si prevedono quando si decide di affrontare un tipo di produzione in fuori suolo.

È chiaro il messaggio lanciato da Kristofer, il quale non vorrebbe sostituire le colture tradizionali che si praticano da secoli in Puglia, quanto piuttosto poter creare un giusto spazio ed un valido equilibrio alle nuove colture di piccoli frutti, già tanto richiesti sul mercato, come risposta alla domanda sempre più ampia dei frutti rossi, l’imprenditore lancia l’invito di unificare le forze nella creazione di una rete di produttori esclusivamente pugliese, ed essere, così, presenti sul mercato non solo italiano, ma anche estero.

E voi credete nella qualità e nella referenze di un prodotto? Avete un sogno che ambisca nel cambiare la vostra prospettiva? Kristofer sì e ci è riuscito senza andare troppo lontano, spesso i sogni possono diventare delle splendide realtà!

A cura della Dott.ssa Cleide Mariasole Coletta

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