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Presentato il nuovo PSN e nuova PAC

by Avv. Gabriele Romagnuolo
PAC: il saldo dei pagamenti 2020

Il Mipaaf, con nota del 07/01/2022, ha annunciato la presentazione del Piano Strategico Nazionale per l’attuazione e il coordinamento dei programmi della PAC 2023-2027 alla Commissione Europea.

Sempre nella medesima nota si chiarisce che il Piano mette in campo una strategia unitaria, avvalendosi dei diversi strumenti a disposizione, a partire dai pagamenti diretti e dalle organizzazioni comuni di mercato, allo sviluppo rurale e al PNRR.

Per arrivare al traguardo di un sistema agricolo, alimentare e forestale sostenibile e inclusivo, il Piano prevede:

  • circa 10 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro, ad interventi con chiare finalità ambientali: in questo quadro, grande importanza assumeranno i 5 eco-schemi nazionali, a cui sarà destinato il 25% delle risorse degli aiuti diretti, che sosterranno le aziende nell’adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità climatico-ambientale. Gli eco-schemi opereranno in sinergia con 26 interventi agro-climatico-ambientali contenuti nel secondo pilastro, con una dotazione di circa 1,5 miliardi di euro, con gli interventi a favore della forestazione sostenibile (500 milioni di euro), con una serie di investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale (650 milioni di euro), con le azioni ambientali previste nell’ambito degli interventi settoriali delle organizzazioni comuni di mercato e gli investimenti ambientali del PNRR;
  • 2,5 miliardi di euro all’agricoltura biologica, considerata la tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee;
  • 1,8 miliardi di euro per il miglioramento delle condizioni di benessere animale ed il contrasto del fenomeno dell’antimicrobico resistenza, in attuazione della strategia Farm to Fork. A questo obiettivo concorrono sia gli eco-schemi del primo pilastro, sia gli interventi contenuti nello sviluppo rurale e nel Pnrr. 

Si può subito evincere come il PNS abbia la volontà di incrociare, nella PAC che verrà, i fondi derivanti dalla politica agricola comune con quelli rinvenienti dal piano nazionale di ripresa e resilienza ed in tale ottica attuare, appunto, un piano strategico nazionale.

Tra i diversi obiettivi del piano si legge in relazione al sistema dei pagamenti diretti: un sistema di aiuti al reddito più equo, attraverso la progressiva perequazione del livello del sostegno al reddito che, prendendo a riferimento l’intero territorio nazionale, determina un sensibile riequilibrio nell’allocazione delle risorse dei pagamenti diretti, a vantaggio delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con problemi di sviluppo, nonché delle zone montane e di alcune zone collinari interne. Contestualmente, il 10% della dotazione nazionale dei pagamenti diretti viene ridistribuito focalizzando l’attenzione sulle aziende medio-piccole.

In tale ottica è importante stabilire con quali strumenti il legislatore interno procederà a riequilibrare il valore dei titoli secondo gli obiettivi prefissati.

Infatti con la convergenza interna a decorrere dal 2023 tutti gli agricoltori dovranno avere un valore dei titoli pari all’85% del valore medio nazionale. Ricordiamo che nella Pac attuale il processo di convergenza ha portato tutti gli agricoltori a possedere titoli di valore pari ad almeno il 60% del valore medio nazionale. Dal 2023 al 2026, quindi, i titoli di valore basso aumenteranno, mentre i titoli di valore elevato diminuiranno.

Alcune organizzazioni di categoria, in relazione alla prima bozza del piano strategico nazionale, hanno annunciato un taglio dei titoli (valore pase + greening) di almeno il 50% derivante dai prelievi operati per lo sviluppo rurale sino al 2026.

Se dovesse essere confermato tale taglio perimetrale assisteremo sicuramente a delle mobilitazioni di piazza per concertare una soluzione più sostenibile.

Inoltre sarà importante verificare l’attenzione che il legislatore interno dedicherà alle assicurazioni agevolate in considerazione dei mutamenti climatici sempre più ricorrenti.

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