Patto per la GDO lanciato da Coldiretti, Filiera Italia e Unaproa per l’ortofrutta


Coldiretti, unaproa e filiera italia hanno deciso di dare una svolta al settore ortofrutticolo ha puntato sul rilancio di una produzione strategica per l’agroalimentare

 

L’ortofrutta per anni è stata abbandonata al suo destino, Coldiretti ha deciso di dare una svolta al settore e con Filiera Italia e Unaproa ha puntato sul rilancio di una produzione strategica per l’agroalimentare individuando una nuova linea d’azione. Per questo ha chiamato a raccolta i principali player (industrie di trasformazione e distribuzione organizzata) per partire da un nuovo patto che porti a un percorso comune e a soddisfazioni economiche per tutti. Con il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, e il segretario generale, Vincenzo Gesmundo, hanno indicato nuove proposte il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, il presidente di Unaproa, Sonia Ricci e i rappresentante di Conad, Coop e Carrefour.

Gesmundo ha messo in guardia dal rischio di sopravvivenza per le imprese del settore che devono sopportare costi più elevati di oltre il 60%. Ad aggravare il quadro il calo dei consumi a causa della pesante inflazione. Una situazione che potrebbe spingere lo shopping di player esteri pronti a mettere gli artigli sui marchi più preziosi. Gesmundo ha denunciato anche l’aumento dell’import che porta all’abbassamento della qualità e salubrità dei prodotti con effetti anche per la salute dei cittadini. Ha poi attaccato la direttiva pesticidi della Commissione Ue che avrebbe un effetto devastante per l’ortofrutta. La sfida è ricostruire il sistema.

Ridare valore al cibo: è l’appello lanciato dalla Ricci che ha sottolineato come oggi le aziende siano spinte a non produrre più per i costi incontenibili dell’energia. Con la Gdo – ha aggiunto il presidente di Unaproa – bisogna costruire un paradigma diverso che si basi sul valore del cibo. E ha sottolineato il ruolo importante delle Op. Ha espresso un giudizio positivo sui sostegni del decreto Aiuti ter appena varato, ma “senza un giusto valore dei prodotti agricoli resta il rischio di non poter mettere a terra le produzioni”.

Scordamaglia ha affermato che è necessaria una governance per l’ortofrutta per non lasciare gli scaffali vuoti e farli così riempire con le importazioni straniere. La Spagna – ha detto – ha deciso di vendere l’energia a prezzi amministrati perché ha capito l’importanza del valore del cibo. Ha denunciato l’incremento dell’import nei primi sei mesi dell’anno e ha affermato che è importante ottenere lo sblocco delle barriere non tariffarie che, per esempio, bloccano mele e pere italiane in Cina. Scordamaglia ha anche “attaccato” l’accordo Mercosur che la Ue vuole chiudere senza prevedere la reciprocità.

Il presidente Prandini, che ha chiuso i lavori, ha affermato che l’ortofrutta è un comparto trascurato, “si dà per scontato che i prodotti ci siano al punto vendita e che siano a prezzo basso. Serve dunque un ragionamento serio sulla programmazione per dare valore alla filiera”. Prandini ha detto che “Bisogna lavorare con tutta la filiera per una ripartizione di valore che dia soddisfazione a tutti”.

Ha poi fatto una distinzione tra le Organizzazione dei produttori organizzate e puntuali nel lavoro e quelle che provocano distorsione di mercato. Per il presidente della Coldiretti in questo momento di emergenza la sfida si gioca a livello di Unione europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Se con la siccità i danni provocati ammontano a circa 6 miliardi, lo stanziamento di 100 milioni non serve a niente. Servono strategie di lungo periodo. Non bisogna disperdere i progetti del Pnrr, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture. Per pianificare meglio i rapporti con tutta la filiera è fondamentale partire da un sistema logistico efficiente.

“Se non si interviene sui temi strutturali – ha spiegato – rischiamo di perdere qualità e competitività, ma soprattutto continueremo a dibattere ancora sui mancati guadagni” . E’ necessario puntare sull’innovazione a tutto tondo, dalla precision farming alla cisgenetica, invece “la ricerca nell’ortofrutta si è fermata”. Così come è strategica la formazione che svolge un ruolo determinante. Prandini ha poi invitato a non disperdere le risorse, ma a darle alle imprese che così possono creare lavoro. E tra le priorità ha indicato la detassazione del costo del lavoro.

 

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