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NIKA srl: dove la ricerca universitaria incontra il campo

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NIKA Srl, spin-off dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Il mercato AG tech italiano ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro nel 2025. I droni sorvolano i campi, i sensori misurano l’umidità del suolo in tempo reale, vengono usati modelli 3D per ricostruire la struttura delle chiome con precisione centimetrica. Eppure, secondo i dati ISTAT 2026, nel Sud Italia solo il 6,2% delle aziende agricole innova. Al Nord-est si arriva al 24,5%, ma in media solo il 9% delle aziende italiane risulta digitalmente “maturo”. Il restante 91% guarda al futuro da lontano, spesso senza gli strumenti per raggiungerlo.

Dov’è il problema? Non è nella tecnologia, che esiste. Non è nella ricerca, che avanza. 

Da una parte ci sono le aziende agricole: imprenditori che gestiscono ogni giorno emergenze fitosanitarie, carenze idriche, mercati volatili, burocrazia, mancanza di manodopera. Tra una raccolta, un trattamento e un’irrigazione, trovare il tempo e le competenze per valutare, scegliere e integrare nuove tecnologie è spesso un lusso. Non manca la volontà di innovare: mancano le ore della giornata, le competenze specifiche e la fiducia in chi propone soluzioni. Dall’altra parte c’è la ricerca scientifica, che negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante, producendo risultati eccellenti. Ma spesso questi risultati restano nei cassetti dei laboratori o nelle slide delle conferenze, senza essere integrati su scala produttiva.

Il risultato è un paradosso: l’innovazione c’è, ma non arriva dove serve. Il problema è nel mezzo: manca il ponte.

NIKA: il ponte tra laboratorio e campo

In questo spazio vuoto, quel territorio di confine tra la ricerca e la produzione, nasce NIKA Srl – Next Innovation and Knowledge in Agriculture. Non una società di consulenza generica, non un laboratorio universitario distaccato dalla realtà produttiva. Una startup innovativa, spin-off accademica accreditata dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, costruita proprio per abitare quel confine e renderlo produttivo. La missione si riassume in tre parole: comprendere, scegliere, innovare. NIKA Propone soluzioni tecnologicamente avanzate, validate dalla scienza e calibrate sulle reali esigenze dell’aziende. Ogni intervento nasce da dati e si chiude con dati. Perché ciò che si misura si conosce, e ciò che si conosce si può migliorare.

NIKA nasce da un’idea semplice quanto necessaria, e da tre persone che conoscono entrambi i mondi. 

Francesco Nicolì, CEO e co-founder, è cresciuto nell’agricoltura: figlio di una famiglia con radici profonde nelle campagne pugliesi, ha vissuto dall’interno le sfide quotidiane di chi gestisce un’azienda agricola, la pressione dei mercati, la dipendenza dal meteo, la fatica di prendere decisioni senza dati sufficienti. Ma anziché accettare lo status quo, ha scelto di studiarlo e poi superarlo, affiancando alla cultura pratica dell’imprenditore agricolo le competenze in agricoltura di precisione, droni, robotica e digitalizzazione. L’obiettivo era costruire qualcosa che non esisteva ancora: un’azienda capace di accompagnare le imprese agricole verso una gestione davvero data-driven, senza tradire la concretezza del campo. A sposare questa visione sono stati Francesco Maldera e Salvatore Camposeo,dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Maldera, giovane ricercatore del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, porta in NIKA la solidità della sperimentazione agronomica: si occupa di sviluppo di progetti di ricerca e trasferimento delle innovazioni dal laboratorio al campo. Camposeo, Professore Ordinario di Arboricoltura generale e Colture arboree, e uno dei massimi esperti mondiali di olivicoltura superintensiva, garantisce la visione strategica e il rigore scientifico: la sua rete di collaborazioni nazionali e internazionali e la sua capacità di leggere i fenomeni evolutivi dell’agricoltura mediterranea sono la bussola di lungo periodo dell’azienda. Tre profili diversi per formazione e percorso, uniti dalla stessa convinzione: che la distanza tra università e aziende agricole non sia un dato di fatto inevitabile, ma un problema risolvibile.

Cosa fa NIKA, concretamente

Il modello operativo di NIKA segue un ciclo in quattro fasi — acquisizione dati, analisi scientifica, soluzione scalabile, monitoraggio continuo — che si traduce in un accompagnamento strutturato. 

La progettazione innovativa degli impianti frutticoli è forse il servizio più rappresentativo di questo approccio. Un nuovo oliveto, mandorleto o carrubeto non si progetta più solo con l’esperienza empirica: si parte da un rilievo con drone, con ortofoto georeferenziata e Digital Surface Model, e da analisi pedoclimatiche approfondite. Il risultato è un progetto ottimizzato, con precisione centimetrica in cui l’orientamento delle file, gli spazi di manovra, l’impianto irriguo e i sensori IoT sono posizionati nel punto migliore, e che viene sviluppato passo dopo passo insieme al cliente — dal sopralluogo iniziale fino all’impianto realizzato.

I droni non sono però solo strumenti di progettazione: sono anche occhi e braccia durante tutta la vita del frutteto. Con l’utilizzo di camere multispettrali, RGB e termiche, NIKA produce mappe di stato idrico e vegetazionale, modelli digitali del terreno, stime di biomassa e struttura della vegetazione che diventano strumenti concreti di gestione. Ma questi servizi includono anche ulteriori applicazioni: impollinazione assistita, distribuzione a rateo variabile in base alle mappe di prescrizione, interventi rapidi post-pioggia o in zone difficilmente raggiungibili con mezzi terrestri. Per liberalizzare anche i trattamenti fitosanitari aerei, l’azienda sta lavorando alla definizione di protocolli specifici per l’applicazione con drone — necessariamente diversi da quelli consolidati con atomizzatori terrestri, perché cambiano geometria di distribuzione, pressioni, volumi e finestre di intervento. Un lavoro di ricerca applicata che, prima di essere proposto alle aziende, deve poggiare su basi scientifiche solide.

A tutto questo si affianca la consulenza tecnologica, con l’integrazione di sistemi IoT e supporti decisionali (DSS), piani di meccanizzazione e digitalizzazione calibrati su ogni singola realtà aziendale, e il trasferimento tecnologico attraverso corsi di formazione, dimostrazioni in campo e giornate tecniche aperte. Perché l’innovazione non si installa come un software: si comprende, si pratica, si interiorizza.

Tre prime volte che parlano da sole

Le parole valgono, ma i fatti contano di più. Tre progetti recenti raccontano concretamente cosa significa essere il ponte tra ricerca e produzione.

Nel Leccese, in pieno areale infetto da Xylella fastidiosa subsp. pauca, NIKA ha progettato e diretto i lavori per il primo oliveto di cultivar Lecciana, realizzato in deroga dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia. Una scelta che incarna la logica della ripartenza: Lecciana è una varietà dichiarata resistente, inserita nel piano di rigenerazione post-Xylella, capace di produrre in quelle stesse terre che il batterio ha devastato. Un progetto in cui la scommessa era anche culturale: dimostrare che si può ricominciare, e farlo bene.

A San Donaci, nel Brindisino, NIKA ha inoltre realizzato il primo impianto italiano di Lecciana condotto in aridocoltura. La sfida è dimostrare che la varietà, supportata da una progettazione di precisione e da un monitoraggio costante dello stato idrico, può sostenersi solo con la piovosità annua, riducendo drasticamente costi di gestione e impatto idrico. I dati raccolti nel corso delle scorse stagioni hanno confermato la tenuta dell’impianto, offrendo un modello replicabile per un’olivicoltura sempre più esposta agli stress idrici.

Infine, in collaborazione con il DAJS (Distretto Agroalimentare Jonico-Salentino), e il pianificatore territoriale Pino Varratta, NIKA ha progettato i primi due impianti pilota di carrubo nell’agro di Lequile, in provincia di Lecce. I carrubeti sono stati realizzati in areale infetto, con cultivar selezionate tra le più performanti d’Europa, innestate in vivaio e pronte per entrare in produzione in 3-5 anni invece degli 8-10 tradizionali. Il carrubo, inserito nel registro delle specie NUS (Neglected and Underutilized Species) è specie non-ospite di tutte le subspecie di Xylella fastidiosa, resiste a stress idrici e salini e non richiede ingenti trattamenti fitosanitari, rendendola una specie rustica e adatta al territorio. La ricerca aveva già individuato zone vocate, indicando più di 260.000 ettari per la potenziale coltivazione in Salento. NIKA ha tradotto tutto questo in un campo reale, trasformando le nozioni scientifiche in un impianto che può diventare modello per la rinascita del Salento.

Verso nuovi orizzonti: l’agrivoltaico integrato

Tra i progetti più promettenti su cui NIKA sta lavorando c’è la collaborazione intorno al brevetto ARBOR, sviluppato dal Prof. Camposeo: un sistema agrivoltaico integrato pensato specificamente per colture arboree, che crea una simbiosi reale tra produzione energetica da fotovoltaico e produzione agricola. Non i pannelli che sottraggono luce e spazio alle piante, ma una struttura che ne gestisce il microclima, riduce lo stress termico estivo e consente la piena meccanizzazione delle operazioni colturali e della raccolta. Nei nuovi impianti che adottano questa tecnologia, NIKA si occupa della progettazione e gestione di tutta la componente agricola — dalla scelta varietale al sesto d’impianto, dall’irrigazione all’integrazione della sensoristica — mentre la componente fotovoltaica e strutturale è sviluppata da un’azienda partner specializzata. Un modello di collaborazione che riflette esattamente la filosofia di NIKA: fare bene la sua parte, in sinergia con chi sa fare altrettanto bene la propria.

I numeri dicono che solo il 10% della SAU italiana è gestita con tecnologie digitali ma che il 37% degli investimenti va in macchinari connessi — ma connettere le macchine non è ancora innovare. Innovare significa cambiare il modo in cui si prendono le decisioni: basarsi sui dati, adottare soluzioni validate, misurare i risultati, aggiustare la rotta. Perché questo accada serve qualcuno che conosca entrambi i mondi e sappia farli parlare. NIKA Srl è questo: un team multidisciplinare in continua espansione, radicato nella ricerca universitaria e al tempo stesso con i piedi in campo. Convinti che l’agricoltura del futuro si costruisca oggi, un campo alla volta, un dato alla volta, un imprenditore alla volta.

Contatti

Via Giovanni Amendola 165/A, Bari

nika.agricoltura@outlook.com

+39 349 590 8133

www.nikagricoltura.com

Autore

  • Francesco Maldera

    Laureato in Gestione e Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Rurali Mediterranei, sono un giovane ricercatore dell'Università di Bari. Mi occupo in particolare di arboricoltura da frutto, con un occhio sempre verso le ultime innovazioni tecniche e tecnologiche.

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