Nei volumi di uve precoci potrebbero esserci riduzioni a doppia cifra

Il nostro editore Donato Fanelli a Freshplaza elabora una prospettiva sulla campagna dell’uva da tavola.

In Puglia, regione leader per superfici coltivate a uva da tavola, le coltivazioni contano un anticipo di almeno una settimana per quanto riguarda le fasi fenologiche.

“L’inverno e la primavera straordinariamente miti e asciutte, se da una parte hanno influenzato i tempi di sviluppo, dall’altra hanno compromesso la fertilità – dice l’imprenditore Donato Fanelli – Le piante non hanno beneficiato delle necessarie ore in freddo, e la mancanza di acqua, dovuta alle scarsissime precipitazioni dei mesi scorsi, ha poi peggiorato le cose. Stimiamo una flessione delle rese del 20-30% per le tipologie precoci, sia tradizionali sia seedlees, rispetto a una normale campagna. La scorsa annata, quando la diffusione della peronospora fece precipitare la produzione con punte fino al -70%,preferiamo proprio non considerarla. Per questo il paragone non va fatto sui volumi disponibili nella stagione passata”.

I vigneti si trovano a uno stadio avanzato e i grappoli si presentano in buono stato di accrescimento e lunghezza. “Sulle varietà medio-tardive, al momento in piena fioritura, non si registrano invece particolari anomalie. C’è un buon equilibrio”, spiega Fanelli.

E poi precisa: “Il successo commerciale della passata stagione, attribuito soltanto alla carenza di offerta, pare aver messo in secondo piano le problematiche esistenti sulla coltivazione dell’uva da tavola, sui cambiamenti varietali e sulle preferenze dei consumatori. Cerchiamo di affrontare la campagna con senso di responsabilità, promuovendo sempre il dialogo e l’incontro con tutti gli operatori commerciali della filiera, dai breeder ai distributori. Non dobbiamo sperare solo in momenti di scarsità di prodotto in campo per essere tranquilli in merito all’esito commerciale”.

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