L’uva è cieca?Per gli operatori senza visione c’è qualcuno nella filiera che ci vede molto bene!!!
La CUT, Commissione italiana dell’uva da tavola, nasce come strumento innovativo per guidare il cambiamento del settore attraverso dati e conoscenza, non solo come tavolo di concertazione. Tra i suoi risultati più rilevanti c’è il Catasto varietale, registro che monitora l’evoluzione delle nuove cultivar (soprattutto seedless) e ne classifica la maturazione per pianificare strategicamente mercato e coltivazioni. L’obiettivo è trasformare l’informazione in potere decisionale, superando individualismi e rendendo il comparto più competitivo e consapevole.
C’è un proverbio toscano che dice: “al cieco non si mostra la strada!”. Eppure c’è ancora qualcuno che ostinatamente porta avanti un progetto, audace quanto ambizioso: sviluppare l’evoluzione del comparto dell’uva da tavola attraverso la conoscenza, nella duplice accezione di innovazione e informazione. In un estremo sforzo di sintesi ho concentrato la missione, la visione ed i valori della CUT, l’ormai famosa Commissione italiana dell’uva da tavola La CUT penso che rappresenti non uno strumento di aggregazione come tanti altri, buono per fare sintesi ed aumentare il potere di concertazione, bensì lo intendo come un “modo nuovo” per governare il cambiamento attraverso un approccio nuovo, direi manageriale, volto cioè ad individuare le criticità del settore per impostare un piano di azione concreto, tangibile e, soprattutto, misurabile. E ciò che è misurabile per me diventa informazione: un dato “rivela” un fenomeno, un dato “illumina” il cruscotto della tua macchina per dirti se c’è o meno la benzina. Ignorando i dati siamo come ciechi, ma penso che non possiamo permetterci di essere ciechi, nè come imprenditori dalla cui impresa dipende il futuro di molte famiglie, nè come portatori di (diversi) interessi nella filiera. In questo senso va letto quindi uno dei più importanti risultati della CUT: il Catasto varietale! Perchè è importante il catasto? Il registro nasce con la finalità di osservare attentamente l’evoluzione delle nuove cultivar di uva, così da poter pianificare in modo strategico la distribuzione sul mercato e l’espansione delle aree coltivate, con particolare attenzione alle varietà senza semi, classificate in base al periodo di maturazione: precoce, intermedio e tardivo. La raccolta e la condivisione di queste informazioni, in particolare quelle legate all’estensione delle nuove coltivazioni, rappresentano uno strumento utile per interpretare meglio gli scenari futuri del mercato. La finalità è quella di mettere nelle condizioni l’imprenditore di programmare, come fa qualsiasi imprenditore. Ma la prima cosa è il governo dell’informazione, che passa dal monitoraggio del contesto, dall’analisi e dalle proiezioni di trend indispensabili per anticipare il futuro. Oggi lo possiamo fare, a differenza di ieri. O meglio, potremmo farlo, se solo facessimo aggregazione vera, invece che accontentarci di gestire il nostro orticello, inteso anche in termini di relazioni e network. Tutti gelosi di ciò che è nostro, ma poi che cosa abbiamo di diverso dai nostri colleghi? Nulla. Anzi abbiamo in comune che continuiamo ad essere burattini ora nelle mani dei buyer, ora nelle mani della politica, ora nelle mani di chi dovrebbe rappresentare i nostri interessi a tutti i livelli. Ieri, forse (e dico forse) poteva essere plausibile perchè i nostri genitori o chi ci ha preceduti era ignorante, nel mero senso di ignorare molti aspetti e molte dinamiche. Adesso, invece, non abbiamo più scuse. Se continuiamo ad essere ciechi è perchè lo vogliamo e vogliamo che nessuno ci indichi la strada, salvo poi cadere nel burrone e ripeterci ai iosa di quanto siamo stati sfortunati.