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L’EDITORIALE | OK, il prezzo è giusto

by Foglie TV

OK, il prezzo è giusto. Rincari energetici, aumento dei carburanti, costi di produzione alle stelle (fertilizzanti, packaging), inflazione che torna a crescere, consumi in contrazione, mercati finanziari in ansia, esportazioni bloccate per le sanzioni. E chi più ne ha, più ne metta! Chi pensava che dopo 2 anni di pandemia si potesse tornare alla normalità, deve ricredersi, e pure in fretta. Perché i prezzi dei prodotti sugli scaffali della GDO stanno per esplodere (perdonateci questo termine, forse non appropriato visto il periodo contingente).

Negli scorsi numeri di Foglie abbiamo approfondito i temi legati all’aumento dei costi di produzione e al rincaro energetico, studiando l’impatto sull’economia agricola regionale e sulle dinamiche nelle diverse filiere. Siamo stati tra i primi a rilevare un “nodo” normativo con l’applicazione della nuova legge sulle “Pratiche sleali” che dovrebbe inserire nella black list decine di prodotti presenti nei nostri supermercati.

In questo numero andremo ad approfondire le ragioni del blocco dei trasporti e delle conseguenze, soprattutto, per la filiera ortofrutticola. Tra i comparti più colpiti, sicuramente quello della fragoricoltura che rischia di vanificare sforzi ed investimenti fatti in decenni. Se molte aziende legate alla catena del freddo hanno interrotto temporaneamente la loro attività a causa del rincaro energetico, la filiera della fragola rischia il tracollo se dovesse avvenire un altro blocco dei trasporti.

La minaccia di una guerra tra poveri rimane dietro l’angolo e la speranza è che prevalgano buon senso ed equilibrio nel rivendicare, giustamente, le istanze di tutti gli operatori della logistica. Importante sarà non lasciare a se stessi anche i pescatori pugliesi, ormai uno sparuto gruppo di “capitani coraggiosi” che lotta contro le contingenze ambientali e quelle macro-economiche.

Ma il dato da sviscerare oggi è anche un altro: l’inflazione a febbraio è salita al 5,7%, mai così dal’95. Approfondiamolo in questa scheda. 

PREZZI: INFLAZIONE A FEBBRAIO AL 5,7%, MAI COSI’ DAL 1995

Secondo le stime preliminari, nel mese di febbraio 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 5,7% su base annua (da +4,8% del mese precedente).

L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +38,6% di gennaio a +45,9%), in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +22,9% a +31,3%), e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2,2% a +3,2%) sia non lavorati (da +5,3% a +6,9%); i prezzi dei Beni energetici regolamentati, anche nel mese di febbraio, risultano quasi raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2021 (+94,4%; era +94,6% a gennaio).

L’ “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,5% a +1,7% e quella al netto dei soli beni energetici da +1,8% a +2,1%.

Su base annua accelerano in misura ampia i prezzi dei beni (da +7,0% a +8,6%) e di un solo decimo di punto quelli dei servizi (da +1,8% a +1,9%); si allarga quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -5,2 punti percentuali di gennaio a -6,7).

Accelerano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +3,2% di gennaio a +4,2%) sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3% a +5,4%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+8,3%) e in misura minore dei Beni alimentari non lavorati (+1,7%), degli Alimentari lavorati e dei Beni durevoli (entrambi +0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +4,3% per l’indice generale e a +1,3% per la componente di fondo.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 6,2% su base annua (da +5,1% di gennaio).

A venti anni dall’introduzione dell’euro, l’Istat aggiorna, con le stime preliminari di febbraio dell’Italia e i dati di gennaio degli altri paesi dell’UE, l’approfondimento (cfr. pagine 8-9) sull’andamento dei prezzi al consumo dal 2001 (ultimo anno di circolazione della lira) a oggi, già diffuso con le stime preliminari di gennaio.

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