Le Donne dell’Ortofrutta: quando la leadership femminile diventa un valore strategico per la filiera
L’innovazione di una filiera non dipende esclusivamente dall’evoluzione tecnologica o dalla disponibilità di nuovi strumenti produttivi. Sempre più spesso la competitività nasce dalla capacità di valorizzare competenze differenti, costruire reti professionali e favorire una governance inclusiva capace di interpretare la complessità dei mercati. È proprio su questa visione che si fonda l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta (As.Don.O.), realtà nata a Bologna il 6 dicembre 2017 dall’iniziativa di trenta professioniste provenienti dai diversi segmenti della filiera ortofrutticola italiana.
L’associazione riunisce imprenditrici agricole, tecnici, ricercatrici, giornaliste, manager, esperte di marketing, rappresentanti della distribuzione organizzata e della logistica, con un obiettivo preciso: costruire una rete nazionale di competenze capace di contribuire allo sviluppo del comparto attraverso una visione multidisciplinare e una maggiore valorizzazione del capitale umano femminile. Non nasce quindi come un’organizzazione di categoria in senso tradizionale né come un movimento rivendicativo, ma come un luogo di confronto professionale dove idee, esperienze e competenze possano trasformarsi in proposte concrete per il futuro dell’ortofrutta italiana.
La filosofia dell’associazione parte da una considerazione ormai ampiamente condivisa anche dalla letteratura scientifica e manageriale: la diversità nei processi decisionali rappresenta un fattore di innovazione. Nonostante questo, nella maggior parte dei comparti economici le donne continuano a essere sottorappresentate nei ruoli di vertice e nei luoghi in cui vengono definite le strategie di sviluppo. Il settore agricolo e quello ortofrutticolo non fanno eccezione.
Eppure, la presenza femminile nella filiera è oggi tutt’altro che marginale. Le donne operano nella gestione delle aziende agricole, nella ricerca, nell’assistenza tecnica, nella certificazione, nella commercializzazione, nella distribuzione, nella comunicazione e nelle istituzioni. Un patrimonio di competenze che spesso rimane poco visibile rispetto al contributo effettivamente espresso.
Per questo As.Don.O. lavora affinché tali professionalità possano dialogare tra loro, condividere esperienze e contribuire in maniera sempre più incisiva alle dinamiche del settore. Fare rete, infatti, significa anche creare nuove opportunità di crescita professionale, favorire il confronto tra generazioni e promuovere modelli di leadership basati sul merito e sulle competenze.
Lo statuto dell’associazione individua quindici temi strategici che delineano con chiarezza la sua visione. Tra questi figurano le pari opportunità, la diffusione della cultura dell’ortofrutta, la comunicazione come leva di sviluppo, l’innovazione nei linguaggi, l’attenzione alle nuove generazioni, la tutela dell’ambiente e della biodiversità, la sostenibilità, lo storytelling del prodotto, la valorizzazione del territorio e l’educazione al consumo di frutta e verdura. Si tratta di ambiti che superano il tema della rappresentanza femminile e collocano l’associazione all’interno del più ampio dibattito sul futuro della filiera agroalimentare.
Nel corso degli anni l’associazione è diventata un interlocutore riconosciuto nei principali appuntamenti del settore, promuovendo convegni, tavole rotonde e momenti di approfondimento dedicati a temi come sostenibilità economica, consumi, sicurezza alimentare, logistica, innovazione varietale e competitività internazionale. L’obiettivo rimane quello di contribuire al dibattito tecnico con un approccio basato sulle competenze e sulla collaborazione tra tutti gli attori della filiera.
L’idea di fondo è semplice ma strategica: la crescita dell’ortofrutta italiana passa anche attraverso la capacità di valorizzare tutte le professionalità disponibili. In un comparto chiamato a confrontarsi con cambiamenti climatici, transizione ecologica, digitalizzazione, apertura di nuovi mercati e crescente richiesta di sostenibilità, limitare la partecipazione ai processi decisionali significa rinunciare a una parte importante del patrimonio di competenze presente nel settore.
In questo senso, Le Donne dell’Ortofrutta rappresentano un esempio di come il tema della leadership femminile possa essere affrontato con un approccio pragmatico e orientato ai risultati. L’associazione non propone una contrapposizione tra uomini e donne, ma promuove una cultura della collaborazione in cui la pluralità di esperienze diventa uno strumento per rafforzare l’intera filiera.
L’ortofrutta italiana continua infatti a fondare la propria competitività sulla qualità delle produzioni, sulla capacità di innovare e sul valore delle persone. Ed è proprio sulle persone — sulle loro competenze, sulla formazione continua e sulla possibilità di partecipare attivamente alle scelte strategiche — che si gioca una parte sempre più importante del futuro del comparto.