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L’agroalimentare nel PNRR, opportunità di investimento e sviluppo per le filiere

by Dott. Agr. Francesco Vendola

Con questo vogliamo approfondire le opportunità offerte dal PNRR al settore agroalimentare. Una rubrica che in 5 edizioni declinerà tutte le misure più interessanti.

Cos’è il PNRR? E’ un pacchetto, completo e coerente di riforme e investimenti, necessario ad accedere alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea e finanziate tramite il programma Next Generatio EU.

Come si compone? Si tratta di progetti e di investimento raggruppati in 6 missioni?

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologia
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Coesione e inclusione
  • Salute

Missioni raggruppabili in 3 assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. 

Quali sono i macro-obiettivi? Innanzitutto incrementare la competitività del sistema alimentare. Un aspetto importante riguarda le energie green con la produzione energetica da fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni, miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi. Il terzo, ma altrettanto importante macro-obiettivo è volto al miglioramento della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico. Quest’ultimo punto per la Puglia è importantissimo. Sul valore dell’acqua come risorsa bisogna fare una riflessione seria, visti i lunghi periodi di siccità che, secondo la FAO, costano all’Italia 1 miliardo l’anno. In Puglia, nei primi 8 mesi dall’anno, si sono registrati pesanti deficit pluviometrici con generalizzate caratteristiche di “severa siccità” che sfociano in “siccità estrema” nelle province di Bari e BAT, toccando anche quelle di Brindisi e Taranto, fino a sconfinare in buona parte in Basilicata. Nonostante i cambiamenti climatici l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%. Si deve, quindi, approfittare della “missione 2” del PNRR, in cui rientra, come obiettivo, l’ammodernamento del piano di invasi e della rete idrica. C’è poi il capitolo della produzione di energia rinnovabile da biomasse solide, una grande opportunità di transizione ecologica che può garantire nuova occupazione in questa filiera corta e costituire anche un’attività redditizia, attraverso la raccolta del cippato, che può integrarsi con l’azione di manutenzione dei boschi e controllo del territorio, svolta dagli operai forestali. 

Nel prossimo numero entreremo nel merito delle misure previste per le aziende agricole ed agroalimentari. Dei contratti di filiera ne abbiamo parlato nel mese di marzo, attualmente il comparto aspetta la pubblicazione del V Bando. Ma tanti altri strumenti contenuti nel PNRR potranno aprire un mondo di possibilità alle nostre imprese. Seguiteci, entreremo nel dettaglio di ogni misura!

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