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La mandorla di Filippo Cea: tra storia e il cammino verso la Dop

by Foglie TV

Intorno al 1800 in Puglia vi fu una vasta azione di innesto di alberi di mandorlo, in particolar modo nella zona del torittese, dove venne piantata una nuova cultivar che prese il nome, in seguito del suo scopritore “Filippo Cea”. Ancora oggi nella località di Riconche, a Toritto, vi è l’albero madre.

Questa varietà è tra le migliori in Europa, il frutto si raccoglie da agosto fino alla metà di ottobre. È una mandorla di grande qualità, tra le caratteristiche fondamentali vi sono sicuramente le caratteristiche organolettiche e nutrizionali ma ha anche la particolarità di nascere come una mandorla gemella nel guscio. 

Grazie a queste sue caratteristiche è fortemente impiegata nel settore dolciario, soprattutto nell’alta pasticceria, ma viene anche fortemente consigliata da nutrizionisti che ne consigliano l’assunzione per le sue qualità nutritive, infatti contiene tocoferoli ed è ricca di grassi polinsaturi.

Nel 2015 nasce l’associazione “Famiglia Filippo Cea”, dove il presidente è il Dott. Giovanni Ceglie nipote dell’ultimo discendente diretto di Filippo Cea.

 Grazie all’associazione “Famiglia Filippo Cea”si sta cercando di esportare in tutto il mondo questa perla rara dell’alta murgia, un tesoro agroalimentare tanto raro che merita di essere protetto e tutelato. La tradizione secolare e il modo di trattare la mandorla, dove viene ancora lavorata a mano, ha portato l’associazione ha richiedere nel 2016 La mandorla di Toritto candidata al riconoscimento del marchio Dop.

 Ad oggi è ancora in esame presso il Ministero delle Politiche Agricole ma si spera che nel minor tempo possibile si arrivi a questo raggiungimento tanto atteso e desiderato. 

I progetti futuri sono quelli di continuare a diffondere la storia attraverso libri, uno è stato già pubblicato nel 2018. 

In più con il riconoscimento della Dop partirebbe un processo di riconoscimento ufficiale delle qualità della mandorla filippo cea e la possibilità di mettere su un consorzio tra cooperative e produttori per poter salvaguardare sia il prodotto che i produttori stessi.

Quest’anno la produzione è stata leggermente inferiore rispetto agli anni passati, a causa di una gelata avvenuta tra febbraio e aprile ma la resa del prodotto è rimasta sempre ottima nella sua qualità.

Autore: La redazione Foglie TV

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