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Induttore di resistenza per il controllo della malattie fungine e batteriche

UPL presenta VACCIPLANT

by Foglie TV

Vacciplant® è un agrofarmaco a base di laminarina registrato su diverse colture, tra cui la vite contro peronospora, oidio, botrite. Laminarina è un polisaccaride di riserva riscontrabile nelle alghe brune come la Laminaria digitata. La laminarina è formata da unità monomeriche e presenta una struttura simile ai prodotti di degradazione della parete cellulare dei funghi patogeni, oligo-glucani che sono elicitori responsabili della attivazione di meccanismi di difesa durante gli attacchi biotici (funghi e batteri).

Al fine di mantenere inalterate le proprietà elicitorie – stimolanti di laminarina, il processo di estrazione prevede solo procedimenti fisici. Il metodo di produzione brevettato, infatti prevede una fase di essicazione e macinazione dell’alga seguita da infusione in acqua, a cui prosegue una purificazione in ultrafiltrazione che permette di eliminare le impurità quali alginati e pectine, lasciando inalterata, così, la struttura chimica funzionale della laminarina.

Laminarina svolge un’attività preventiva, secondo il FRAC (Fungicide Resistance Action Comitee www.frac.ifo) presenta un rischio basso di insorgenze e gli ha dedicato un gruppo specifico classificandola come “P4 Host plant defence induction”. Laminarina secondo il regolamento EU 1107/2009 è classificata come sostanza a basso rischio e non presenta, secondo il regolamento 396/2005, limite di residuo massimo ammesso, tale da consentire l’assenza di periodo di sicurezza.

La formulazione di Vacciplant presenta co formulanti specifici, al fine di permettere l’assorbimento della molecola all’interno della pianta e giungere sui recettori responsabili del fenomeno di elicizione.

Il processo di induzione di auto difesa della pianta, stimolata dall’impiego della laminarina, avviene attraverso due vie:

Fisica con lo schieramento di barriere meccaniche da parte della pianta

Chimica attraverso la produzione endogena di sostanze che contrastano lo sviluppo dell’agente patogeno: perossidi, fitoalessine, proteine PR

Per quanto riguarda la prima modalità, la pianta stimolata realizza strutture tali da impedire l’attecchimento e la progressione del patogeno. Assistiamo alla formazione di papille di occlusione (fig.1) nel sito d’infezione che impedisco il procedere dell’agente biotico; formazione di callosio all’interno delle cellule (fig.2) ed ispessimento della parete cellulare (fig.3)

Figura 1

Figura 3 Produzione di callosio

Figura 3 Ispessimento parete cellulare

Per quanto riguarda la componente chimica assistiamo alla produzione dei differenti composti chimici, i quali seguono due vie metaboliche differenti con precursori specifici. Nel primo caso parliamo in questo caso della produzione di fitoalessine che vengono sintetizzate partendo dall’acido jasmonico ed etilene, dando corso a quella che viene definita Resistenza Sistemica Indotta (ISR). Gli studi hanno caratterizzato più di 350 composti in 30 famiglie vegetali differenti, la funzione delle fitoalessine è quella di contrastare lo sviluppo del patogeno. Tra le fitoalessine ricordiamo il reveratrolo nella vite, la naringenina nel melo, la scopoletina nel tabacco. Nella seconda circostanza parliamo della produzione di “proteine PR” che vengono prodotte a partire dall’acido acetil salicilico, realizzando quella che è definita come Resistenza Sistemica Acquisita SAR. Le proteine PR altro non sono che enzimi specifici nel controllo del patogeno, abbiamo infatti, ad esempio, la PR-3 denominata Chitinasi che ha il compito di degrada la chitina una dei componenti della parete cellulare dei funghi. Le proteine PR nella qualità e nella quantità sono esclusive per specie, ovvero quelle che vengono prodotte dalla vite non lo sono ad esempio dal tabacco.

Riassumendo quando la pianta viene trattata con Vacciplant, la laminarina raggiungere i recettori specifici che portana all’innesco dei i meccanismi sopra esposti

Nel momento in cui si realizza effettivamente l’infezione del patogeno la pianta è già protetta

Dall’applicazione di Vacciplant® alla completa risposta di auto difesa della pianta trascorrono 1 – 2 giorni a secondo la specie vegetale trattata e tale protezione si prolunga per 7 – 10 giorni, al termine dei quali occorre ripetere il trattamento al fine di ripristinare lo stimolo e il conseguente spiegamento di sostanze.

L’applicazione di Vacciplant® deve essere eseguita su piante in attiva crescita, non sottoposta ad altri stress di origine biotica ed abiotica (es. freddo, caldo, siccità, etc.), questo da consentire la massima risposta elicitoria della pianta stessa.

Vacciplant® si impiega per il controllo delle ampelopatie della vite a partire da grappolo completamente sviluppato in miscela con i prodotti UPL per la difesa della vite Poltiglia Disperss®, Cuprofix® Ultra Disperss®, Thiopron® e Microthiol® Disperss®, con un turno di intervento variabile in funzione della pressione della malattia. Ad esempio, trattamenti di Vacciplant® in miscela con Poltiglia Disperss® a partire dalla fioritura fino ad allegagione, consente un miglioramento dell’efficienza del trattamento rameico per la protezione della peronospora del grappolo, ma allo stesso tempo consente il controllo di botrite ed oidio.

Figura Strategia di applicazione Vacciplant

La possibilità di impiegare due prodotti come Poltiglia Disperss® e Vacciplant® che mostano una sincronicità d’azione, permette di migliorare l’efficienza della difesa e l’ottimizzazione della quota rame in agricoltura biologica.

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