Inchingolo inaugura la nuova sede di Rutigliano: una piattaforma per l’agricoltura 5.0
RUTIGLIANO – Il 13 febbraio Inchingolo Srl ha inaugurato la nuova sede di Rutigliano trasformando l’apertura di un punto vendita in un momento di riflessione strategica sull’evoluzione dell’agricoltura nel Mezzogiorno. La giornata, organizzata in occasione del New Holland Day, è stata costruita come un percorso coerente: dalla visione generale del settore fino alla concretezza delle tecnologie, dei servizi e delle competenze necessarie per affrontare un mercato sempre più competitivo. Inchingolo, realtà presente sul territorio da tre generazioni – dal padre fondatore fino al figlio, oggi coinvolto nella continuità aziendale – consolida così il proprio ruolo storico nel comparto agricolo pugliese. A guidare questa fase è Domenico Inchingolo, amministratore dell’azienda, che ha ribadito come la nuova struttura non debba essere interpretata come una semplice concessionaria, ma come una “sentinella delle necessità del territorio”, capace di ascoltare le imprese agricole, intercettarne i bisogni e trasferirli all’azienda madre, creando un ponte stabile tra innovazione industriale e realtà produttiva locale.
Le domande che oggi gli imprenditori pongono sono sempre più articolate: quali investimenti programmare, come progettare impianti efficienti, quali finanziamenti intercettare, come restare competitivi in uno scenario globale. Inchingolo non intende sostituirsi ai consulenti o alle istituzioni, ma diventare un contenitore di competenze e un laboratorio territoriale dove concentrare richieste, visioni e soluzioni, offrendo un accompagnamento strategico in un’agricoltura che non è più soltanto meccanica, ma meccatronica, robotica, gestione dati e sistemi intelligenti.
La tavola rotonda, moderata dal giornalista Alfonso Germinario, ha visto la partecipazione di Carlo Lambro (CEO CNH Italia), Francesco Zazzetta (Business Director New Holland Italia), Giacomo Suglia (Presidente APEO) e del professor Salvatore Camposeo dell’Università di Bari. Francesco Zazzetta ha illustrato la strategia New Holland, fondata su una gamma di macchine da 20 a 700 cavalli integrate con sistemi avanzati come l’IntelliCentre, in grado di aumentare la capacità delle aziende di operare in un mercato strutturato e altamente professionale. È emerso con chiarezza come il mondo agricolo sia cambiato radicalmente: la digitalizzazione impone competenze nuove, figure capaci di gestire piattaforme telematiche, GPS, macchine connesse e processi standardizzati. In questo contesto, la carenza di manodopera – ormai strutturale anche nel Sud Italia – rende l’innovazione una necessità. Marco Salvi, in rappresentanza di Fruitimprese, ha sottolineato come le macchine di nuova generazione non siano semplici strumenti operativi, ma sistemi integrati capaci di migliorare l’efficienza e sostenere la competitività, aprendo scenari che arrivano fino a livelli avanzati di automazione nella raccolta della frutta. Parallelamente, la rivoluzione varietale nel comparto dell’uva da tavola, con l’espansione delle seedless, rafforza il posizionamento internazionale di un settore che, insieme a mele e kiwi, genera circa 7 miliardi di euro di export; Puglia e Sicilia rappresentano il 65% della produzione nazionale di uva da tavola, confermando il ruolo centrale del Mezzogiorno in uno dei comparti più dinamici dell’ortofrutta italiana.
Nel suo intervento, il professor Salvatore Camposeo ha proposto una lettura evolutiva dell’agricoltura, descrivendo il passaggio dall’agricoltura 1.0 dell’aratro trainato da animali da soma, alla 2.0 con l’introduzione del trattore, fino all’attuale agricoltura 5.0, caratterizzata da macchine a guida automatica, sistemi GPS, sensoristica avanzata e gestione integrata dei dati. Non si tratta soltanto di un incremento di potenza o di tecnologia, ma di un cambiamento strutturale del modello produttivo, oggi più preciso, standardizzato e coerente con le esigenze contemporanee di sostenibilità ed efficienza. All’interno di questo quadro si inserisce la partecipazione dell’azienda NIKA Srl, spin-off accreditata e startup innovativa dell’Università di Bari, che ha evidenziato come il vero motore della nuova agricoltura sia la formazione continua. I capisaldi dell’attività di NIKA Srl comprendono la progettazione di impianti frutticoli e agrivoltaici per colture arboree, l’utilizzo di droni per il monitoraggio e le applicazioni di precisione, la consulenza in chiave 4.0 e 5.0 alle aziende agricole e il trasferimento tecnologico realizzato attraverso corsi, seminari e momenti formativi dedicati.
La formazione continua emerge così come elemento imprescindibile della nuova agricoltura: senza aggiornamento tecnico, senza dialogo tra ricerca e imprese e senza valorizzazione delle competenze giovanili, l’innovazione rischia di rimanere incompleta. In questa direzione va anche la scelta di Inchingolo di mettere a disposizione del territorio la propria sala congressi, concepito come spazio aperto alla ricerca e alla crescita professionale, destinato a ospitare eventi, meeting e seminari in grado di rafforzare il confronto tra imprese, università e istituzioni. L’inaugurazione del 13 febbraio non rappresenta quindi soltanto l’apertura di una nuova struttura, ma l’affermazione di una visione: un’azienda familiare con tre generazioni di storia che investe in tecnologia, competenze e relazioni per accompagnare l’agricoltura pugliese verso una fase sempre più integrata, innovativa e orientata al futuro.