Inail: calano le malattie professionali, 16 mila in meno

Diminuisce notevolmente il numero delle malattie professionali denunciate all’Inail. Ad affermarlo il Presidente dell’Istituto nella Relazione annuale 2020, precisando che sul fenomeno, in controtendenza con l’ultimo quinquennio, ha influito l’emergenza epidemiologica.

Dal report dell’Istituto emerge che l’anno si è chiuso con poco meno di 45 mila malattie professionali denunciate, in diminuzione del 26,6% rispetto al 2019. La causa professionale è stata riconosciuta nel 35,34% del totale, mentre il 3,33% delle denunce sono ancora “in istruttoria”.

Le malattie del sistema osteomuscolare si confermano, anche nel 2020, le più frequenti tra i lavoratori nel complesso (69,74% del totale). Più colpiti gli uomini, il 73,17% sul totale delle denunce presentate.
Migliorare le prestazioni economiche per gli infortunati e i tecnopatici, è quanto ha affermato il presidente dell’Inail presentando la Relazione annuale a Palazzo Montecitorio, nonché garantire un indennizzo per i danni all’integrità psicofisica del lavoratore a seguito di incidenti sul lavoro e malattie professionali anche con una invalidità inferiore al 6%.

Raggiungere l’obiettivo della completa eliminazione della franchigia attualmente prevista, ha aggiunto, sarebbe un atto di grande civiltà e permetterebbe di dare adeguata tutela a un numero significativo di casi denunciati ogni anno all’Inail.

Le malattie di origine professionale riconosciute dalla Legge sono elencate in una tabella e sono associate a una o più attività lavorative. Se la malattia denunciata rientra in questo elenco il lavoratore, per vedersi riconoscere il relativo indennizzo, deve solo dimostrare di aver svolto in modo non occasionale una delle attività che in base alla tabella espongono al rischio di quella malattia.

Fiorito Leo

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