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Il rilancio del comparto cerasicolo discusso in IV Commissione

“Si punta al rilancio della filiera cerasicola con chiari obbiettivi, bisogna smentire chi dice bravi a produrre e asini a vendere”

by Foglie TV

Tutti d’accordo nel riconoscere le criticità della filiera cerasicola: scarsa innovazione varietale, mancanza di valorizzazione e un’aggregazione assente.

Come rilanciare il comparto? Attraverso RICERCA, INNOVAZIONE e AGGREGAZIONE.

Questo è quanto è emerso nella giornata dell’8 giugno ’22 la IV Commissione consiliare della Regione Puglia, convocata dal Presidente Francesco Paolicelli e con la partecipazione dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia, si è riunita insieme alla associazioni di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Lega Cop e Apeo, per discutere dell’attuale stato del comparto cerasicolo pugliese.

Le parole chiavi che hanno creato un “File Rouge” tra le associazioni di categoria sono state:

– INVESTIRE

– MIGLIORAMENTO VARIETALE

-AGGREGAZIONE

“La Puglia resta la maggior produttrice di ciliegie in Italia, produce il 37% del prodotto nazionale – dati emersi dall’intervento di Massimiliano del Core, Presidente di settore per Confagricoltura –ma questo non basta! Bisogna pensare alla valorizzazione delle produzioni. Abbiamo un’ottima filiera commerciale, ma una filiera di marketing praticamente inesistente. Occorre fare scelte strategiche con il coinvolgimento del Psr, del Fondo di sviluppo e coesione e attivare la fase di trasformazione.” – ha concluso del Core.

I mercati richiedono sempre più grossi calibri e dobbiamo saperli garantire, dobbiamo iniziare a pensare a dei cambiamenti varietali per iniziare a posizionarci, sempre di più, su un mercato internazionale.

 “La presenza di varietà obsolete e scarsa conoscenza e adeguata sperimentazione di varietà innovative, interessanti per i mercati nazionali ed esteri – ha detto Pietro Spagnoletti, Responsabile Economico di Coldiretti Puglia – assieme ad elevati costi colturali, in particolare per la mano d’opera, peraltro di difficile reperimento e una disponibilità irrigua spesso limitata, sono elementi di forte criticità per un settore che in Puglia vale 22 milioni di euro. Le varietà innovative vanno impiantate attraverso investimenti sostenuti dal PSR Puglia, per offrire ai mercati nazionali e stranieri prodotti più appetibili e ricercati.” – ha aggiunto Spagnoletti.

Bisogna imparare a fare di necessità virtù e lo si può fare aggregandosi, perché insieme si ha più valore e voce.

“Occorre dunque aggregare e differenziare l’offerta e favorire la rinascita di punti vendita e negozi specializzati per la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli, poiché la grande distribuzione, anziché avvicinare il produttore al consumatore, allarga la forbice imponendo costi aggiuntivi alla filiera legati alla logistica e ai trasporti.” – ha evidenziato il vicepresidente Cia Puglia, Giannicola D’Amico.

Tutta la filiera necessita una rivoluzione partendo dal valore del prodotto stesso ad esempio con la creazione di un marchio IGP.

L’Assessore Donato Pentassuglia vuole passare dalle parole ai fatti e ha dichiarato totale apertura al confronto e a nuovi tavoli tecnici creando delle sinergia tra la Regione Puglia, le Associazioni di categoria e i Produttori, poiché da soli non si va da nessuna parte e questo bisogna ormai averlo capito!

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