Il pane, ma non i denti: il paradosso della risorsa idrica in Puglia
Piogge torrenziali, campagne allagate e invasi al limite: l’acqua c’è, ma continuerà a mancare quando serve
Negli ultimi tre giorni la Puglia è stata interessata da un’intensa ondata di maltempo, con precipitazioni persistenti che hanno colpito l’intero territorio regionale, dalla Capitanata al Salento. I volumi di pioggia, concentrati in un arco temporale ristretto, hanno rapidamente saturato i suoli e messo sotto pressione il sistema idraulico, causando ingrossamenti dei torrenti, allagamenti diffusi, criticità nella viabilità e un innalzamento generalizzato del rischio idrogeologico. In diverse aree del foggiano è stata addirittura diramata allerta rossa, a conferma della difficoltà del territorio nel gestire eventi meteorici sempre più intensi e concentrati.
Le ripercussioni più immediate si registrano nel comparto agricolo. Ampie superfici risultano allagate, con ristagni idrici dovuti alla scarsa capacità di drenaggio dei terreni ormai saturi. Questa condizione compromette direttamente le colture: la mancanza di ossigeno a livello radicale provoca stress e, nei casi più gravi, la perdita delle produzioni. Nel Salento si segnalano vigneti parzialmente sommersi, dove nemmeno i capi a frutto sono visibili, mentre nel Tavoliere l’eccesso d’acqua sta danneggiando colture cerealicole e orticole. Oltre al danno immediato, la saturazione prolungata incide sulla struttura del suolo, favorendo compattazione ed erosione superficiale.
Parallelamente, il sistema degli invasi ha raggiunto livelli prossimi o superiori alla capacità massima. In particolare, la diga di San Giuliano ha già avviato dallo scorso 20 marzo operazioni di scarico dell’acqua in eccesso, mentre per la diga di Occhito (Liscione) è stata disposta l’apertura delle paratoie in seguito all’eccezionale afflusso registrato con il maltempo del 1° aprile, con una situazione di preallerta lungo il fiume Biferno. Anche altri invasi — Camastra, Monte Cotugno, Pertusillo, Sinni e Conza — hanno superato i livelli di guardia, rendendo necessario lo svaso controllato.
Le operazioni di apertura delle paratoie, indispensabili per garantire la sicurezza delle infrastrutture ed evitare il rischio di tracimazioni, determinano un ulteriore aumento delle portate nei corsi d’acqua a valle, contribuendo in alcuni casi ad aggravare le criticità idrauliche locali. Si tratta di una gestione complessa, che mette in evidenza i limiti di un sistema chiamato a smaltire grandi quantità d’acqua in tempi brevi, senza poterle trattenere in modo efficiente. Ma soprattutto, un sistema che non riesce a raccogliere e immagazzinare l’acqua piovana dei periodi non critici, sarà sempre più in emergenza nei periodi critici.
È in questo contesto che emerge il paradosso strutturale della risorsa idrica in Puglia. Nonostante l’abbondanza registrata in questi giorni, la regione continuerà a soffrire una cronica carenza d’acqua durante il periodo estivo. Il problema non è tanto la quantità complessiva di precipitazioni, quanto la capacità di intercettarle, accumularle e gestirle nel tempo. Il water harvesting, la capacità di raccolta delle acque meteoriche, resta molto limitato, e una parte significativa dell’acqua piovana viene dispersa rapidamente verso il mare. Ovviamente, non è possibile immagazzinare un quantitativo così enorme di acqua, ma aumentarne la percentuale è un dovere.
A ciò si aggiungono criticità legate alla ricarica delle falde, spesso insufficiente, e al rischio di intrusione salina nelle aree costiere, fenomeno che riduce ulteriormente la disponibilità di acqua dolce. Il sistema idrico regionale si presenta quindi come strutturalmente sbilanciato: eventi di pioggia intensa generano emergenze nel breve periodo, ma non si traducono in riserve utili per i mesi successivi.
In risposta a questa situazione, la Regione Puglia ha già avviato una serie di interventi orientati al potenziamento della capacità di accumulo e alla maggiore efficienza del sistema: finanziamenti per nuovi invasi artificiali, miglioramento delle reti idriche e promozione del riutilizzo delle acque depurate. Tuttavia, il nodo centrale resta la capacità di trattenere l’acqua nei periodi in cui è disponibile — autunno, inverno e primavera — e di gestirla in modo integrato.
Basteranno per sopperire ai deficit delle prossime estati?
In questo contesto di cambiamento climatico, caratterizzato da precipitazioni sempre più irregolari e concentrate, la gestione della risorsa idrica diventa una questione strategica. Senza un deciso rafforzamento delle infrastrutture di raccolta e una pianificazione più efficace, la Puglia continuerà a vivere il proprio paradosso: avere acqua in eccesso che crea problemi e non averne abbastanza quando serve davvero.