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Il diserbo del frumento duro, esperienze tecniche e scientifiche a confronto

by Foglie TV

Il 18 maggio ’22, in località Gravina di Puglia, si è tenuto, per il secondo anno, la giornata in campo organizzata dal dipartimento di scienze Agro Ambientali e Territoriali (DISAAT) dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari ed il Centro di Saggio Sperimentazione in Agricoltura “Agroservice” di Andria, dedicata al diserbo del frumento duro. 

L’evento ha permesso di discutere e valutare in campo le diverse strategie proposte dalle 10 diverse società agrochimiche che hanno aderito all’iniziativa come Adama, Ascenza, Bayer Crop Science, Certis, Corteva, FMC Agro, Gowan, Nufarm, Sipcam e Syngenta.

Per la parte scientifica hanno preso la parola il Dott. Mariano Fracchiolla del DISAAT dell’Università Aldo Moro di Bari, che ci ha parlato del lavoro svolto dall’Università sullo studio dei diversi agrofarmaci proposti e soprattutto sulle strategie e di conseguenza delle sfide tecniche nel controllo delle infestanti; Ed il Prof. Eugenio Cazzato, anch’esso del DISAAT dell’Università Aldo Moro di Bari, il quale ha discusso delle giuste pratiche agronomiche che devono integrarsi al diserbo chimico al fine di renderlo maggiormente efficace e ritardare le insorgenze di fenomeni di resistenza. Ad illustrare il progetto e le finalità della giornata in campo è stato Domenico Giorgino, Direttore del Centro di Saggio Sperimentale in Agricoltura Agroservices di Andria.

Un’efficiente gestione della flora infestante è alla base della sostenibilità ambientale ed economica della coltivazione del frumento duro. Il diserbo chimico costituisce una pratica essenziale, soprattutto nei sistemi cerealicoli specializzati. 

Avere dunque l’ opportunità di poter valutare tali pratiche in campo rende più chiare le strategie. Da questo pensiero nasce l’idea di far dialogare il mondo degli agrofarmaci in continua evoluzione, con quello della ricerca agronomica, attraverso la predisposizione di un campo dimostrativo attrezzato messo a disposizione da Agroservice. 

Le malerbe o piante infestanti, come il papavero, l’avena ed il loietto, sono una delle principali cause di perdita di produzione dei campi. Se gli agricoltori smettessero di controllare le infestanti la produttività crollerebbe di circa un terzo. 

La resistenza viene definita come “la capacità naturale ed ereditabile di alcuni individui presenti in una popolazione di sopravvivere alla dose di erbicida normalmente impiegata per il loro controllo. 

Una giusta integrazione tra diserbo chimico e gestione agronomica, oltre ad aumentare l’efficacia delle sostanze attive, ritarda o elimina l’insorgenza di ecotipi infestanti resistenti. 

Eventi come questi organizzati con il patrocinio di ARPTRA (Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura) e S.I.R.F.I. (Società Italiana per la Ricerca sulla Flora Infestante), danno l’opportunità di creare integrazione, crescita e valore.

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