Il confronto prenda il posto del “lamento”

Il confronto prenda il posto del “lamento”. Posso sintetizzare così il mio auspicio per questa campagna cerasicola che, come tutti sappiamo, sarà breve ma, per come stanno le cose, abbastanza remunerativa per tutti (o per quasi tutti). Come avvenuto per la sentenza in Cassazione che riguardava il diritto di proprietà intellettuale sulle varietà vegetali, sono stato silente per dire la mia al momento opportuno. Beh, con la campagna cerasicola avviata ormai da un mese non posso che notare il silenzio degli operatori che ha preso il posto del fragore delle proteste e del clamore dei gesti mediatici degli scorsi anni. Forse, e dico forse, perchè quest’anno il prezzo soddisfa le attese e remunera gli sforzi compiuti in un anno di lavoro. Per tutto ciò, non posso che rallegrarmi. E’ importante, e lo dico senza voler provocare, che le quotazioni creino un valore economico in più per gli imprenditori agricoli. Sta alla base di qualsiasi ragionamento logico, prima che economico. Però, eh sì io il “però” ce l’ho sempre pronto per tutto e per tutti…dicevo, però noto che quando le cose vanno bene tutti rifuggono il confronto, timorosi che qualche commento in più possa far scoppiare la bolla innescando dinamiche perverse. Ingenui, direi! Perchè non sono consci che il mercato va avanti con le sue dinamiche sia se si gettano le ciliegie davanti al cancello del Comune, sia se arriva qualche guadagno in più per tutti gli anelli della filiera. Dunque, perchè non confrontarsi, non parlarsi, non fare sintesi per l’immediato futuro?
Alla base del mio ragionamento c’è una minaccia vera, ovvero che il nostro sistema produttivo non riesce a garantire nè continuità nè presenza diffusa sui mercati, questo spinge il sistema commerciale a guardare oltre, verso Grecia, Turchia ed anche Spagna, capaci di dare garanzie su quantità e standardizzazione del prodotto.
E quindi, torno al confronto. Si sa che noi di Foglie non ci diamo per vinti e, dopo aver organizzato per il Comune di Sammichele il primo convegno nazionale sul ciliegio, torneremo sul luogo del misfatto per portare all’attenzione di tutti gli operatori e i portatori di interesse le risultanze di quel bellissimo momento di confronto. Perchè, diciamocelo tra i denti: qualche annata con qualche centesimo in più non può cambiare le sorti di un comparto. Un settore, quello cerasicolo, sempre più a un bivio, per molti aspetti similare a quello in cui si trovava il comparto dell’uva da tavola una ventina di anni fa: da una parte innovazione, copertura degli impianti colturali, nuove varietà, ricerca sul prodotto, brandizzazione e commercializzazione coordinata; dall’altra il nulla, il silenzio come quello di questi giorni che, magicamente, si trasforma in strombazzate quando il mercato tornerà sui livelli di quotazione degli anni scorsi. Perchè le congiunture, le contingenze, le variabili che si intersecano in modo casuale possono salvare un settore per qualche anno, ma anche affossarlo in un giro di paio d’anni. Come scongiurare questo pericolo: mettendosi fianco a fianco, gomito a gomito cercando di creare i presupposti per elaborare e mettere in pratica una idea di futuro praticabile sin da subito. Questo il mio modestissimo parere, dopo di che mi taccio, perso in questo vuoto pneumatico della campagna cerasicola 2024.

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