Granarolo e Lactalis, presto il latte potrebbe salire oltre i 2€/l


Una situazione talmente grave da spingere due storici antagonisti di mercato, Granarolo e Lactalis ovvero due dei più grandi gruppi europei attivi nel settore caseario e in quello agroalimentare, a chiedere al Governo un intervento immediato per difendere la filiera del latte dalle ripercussioni disastrose che l’inflazione galoppante prima, e i rincari energetici poi, stanno causando.

Le due aziende, in un comunicato congiunto, sono arrivate perfino a paventare il superamento della “soglia fatidica” di 2 euro al litro del prezzo del latte, attualmente intorno a 1,75/1,80 euro al litro. Un rincaro che, nonostante l’assorbimento da parte di Granarolo e Lactalis di un’inflazione tra il 25 e il 30%, comprometterebbe seriamente le disponibilità di consumo da parte dei cittadini, mettendo a serio repentaglio le abitudini alimentari.

Granarolo e Lactalis chiedono urgenti interventi al Governo per allentare la stretta che grava sul settore del latte

I due colossi caseari, nel comunicato congiunto, hanno quindi ribadito che occorre un intervento pubblico che scongiuri conseguenze ancora più disastrose per le migliaia di imprese che compongono la filiera”, poiché “l’inflazione ha toccato in maniera importante, con numeri a doppia cifra, quasi tutte le voci di costo che compongono la filiera del latte: alimentazione animale (aggravata dalla siccità che riduce sia i raccolti degli agricoltori sia la produzione di latte) che ha reso necessario un aumento quasi del 50% del prezzo del latte riconosciuto agli allevatori, packaging (carta e plastica sono in aumento costante da mesi), ulteriori componenti di produzione impiegati nella produzione di latticini”. A queste complicazioni si aggiunge, poi, il drammatico rincaro a cui il costo dell’energia è andato incontro nelle ultime settimane di agosto.

Il commento dei presidenti

Per Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, l’attuale inflazione rende la situazione attuale insostenibile anche da parte di una grande azienda, dal momento che si protrae nel tempo”. E, nell’eventualità che i rincari fossero poi scaricati sui consumatori, ci sarebbero poi “inevitabili conseguenze sui consumi, con ricadute negative su tutta la filiera”.

Gli fa eco Giovanni Pomella, ad di Lactalis in Italia:

L’aumento del costo energetico ha generato un impatto devastante: +220% di spesa registrato nel 2022 rispetto al 2021, e una stima di un +90% nel 2023 rispetto al 2022. Le imprese sono allo stremo, hanno già fatto ben oltre le loro possibilità ed è arrivato il tempo della responsabilità pubblica. In questo drammatico frangente, come imprenditori abbiamo messo da parte le rivalità di mercato ed abbiamo unito il nostro appello al mondo politico per ribadire la necessità di intervenire responsabilmente a tutela dell’intera filiera e del consumatore”.

Fonte: trattoriweb.com

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