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Giornate tecniche SOI: Sensoristica e intelligenza artificiale a Bari

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Il 10 e 11 settembre l’Università di Bari ospita la seconda edizione delle Giornate Tecniche SOI dedicate a sensoristica e intelligenza artificiale in ortoflorofrutticoltura. Oltre metà degli interventi in programma porta la firma di ricercatori under 35 arrivati da tutta Italia.

C’è un vizio ricorrente nel modo in cui l’innovazione agricola viene raccontata: da una parte la ricerca che pubblica, misura, valida; dall’altra il tecnico di campo che deve decidere quando irrigare, trattare e raccogliere. Due linguaggi che si incrociano poco e che, quando si incrociano, spesso lo fanno in convegni dove si applaude e non si discute. Le Giornate Tecniche SOI 2026 “Sensoristica ed Intelligenza Artificiale in Ortoflorofrutticoltura” (GT SOI_SAIOF2026), in programma a Bari il 10 e 11 settembre, nascono con l’ambizione dichiarata di fare l’esatto contrario: costruire uno spazio in cui mondo scientifico e mondo tecnico si parlino davvero, sullo stesso piano e sugli stessi problemi.

Questa seconda edizione, co-organizzata dal Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) e dall’Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura (A.R.P.T.R.A.), avrà sede nel Campus E. Quagliarello dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Foglie TV sarà presente come media partner per raccontare non solo cosa verrà presentato, ma quanto di quel presentato ha davvero le gambe per arrivare in azienda.

La sede delle presentazioni tecnico-scientifiche sarà l’Aula Magna del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente, facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici sia in auto. L’obiettivo dichiarato è restituire in due giornate un quadro completo dello stato dell’arte dell’ortoflorofrutticoltura digitale, tenendo insieme la parte di ricerca e quella applicativa su sensoristica, automazione, modellistica, sistemi di supporto alle decisioni e intelligenza artificiale, con un taglio esplicitamente tecnico e pratico.

Infatti, accanto alle relazioni a invito e alle comunicazioni ci sono discussioni tematiche e sessioni dimostrative: gli showcase occupano i due blocchi pomeridiani, uno per pomeriggio. Giovedì 10 settembre si aprono i lavori, per poi entrare nel merito con la keynote della Dr. Virginia Hernandez Santana dell’IRNAS CSIC di Siviglia, seguita dalla sessione orale su sensoristica avanzata per il monitoraggio in ortoflorofrutticoltura. Il pomeriggio, in seguito alla presentazione dei poster, sarà dedicato al primo showcase, legato all’agromotica, presso il CDS Martucci. Durante questo momento verranno presentate alcune delle ultime novità, soprattutto in termini di robot e droni per la gestione dell’impianto. Venerdì 11 sarà il turno del Dr. Corrado Costa del Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari del CREA , seguito dalla sessione su sistemi di supporto alle decisioni e modellistica e, da quella sull’agromotica. Nel pomeriggio il Living Lab del Di.S.S.P.A. ospiterà il secondo showcase, incentrato su sensoristica, automazione e DSS, prima delle premiazioni e della chiusura dei lavori.

Vale la pena soffermarsi su questa scelta. Portare i partecipanti fuori dall’aula significa mostrare la tecnologia dal vivo, permettere ai tecnici di osservare le potenzialità e i limiti della stessa. Chi lavora con questi strumenti sa che il divario tra la prova sperimentale ben condotta e l’azienda reale — con il suo suolo disomogeneo, la sua connettività intermittente, il suo operatore che ha altre dieci cose da fare — è il vero collo di bottiglia della digitalizzazione agricola. Ed è un divario che si colma solo mettendo tecnici e ricercatori nello stesso campo, nello stesso momento.

C’è però un elemento che, a nostro avviso, rende queste giornate più significative: più del 50% degli interventi in calendario è firmato da giovani ricercatori under 35, arrivati da università ed enti di ricerca di tutta Italia. È un segnale importante, la ricerca italiana su sensoristica, IoT applicato alle colture, modellistica e intelligenza artificiale in ortoflorofrutticoltura è oggi in larga parte portata avanti da dottorandi, assegnisti e giovani ricercatori. Sono loro che, con maggiore naturalezza, attraversano il confine tra agronomia ed elettronica, tra statistica e pieno campo, un profilo ibrido che dieci anni fa quasi non esisteva e che oggi è la figura professionale più richiesta dal settore. Un evento come questo, che mette i giovani davanti a tecnici, professionisti e aziende, con un parterre di sponsor tecnici che affiancano i lavori, è anche un’occasione concreta di incontro tra competenze e domanda di mercato. 

Le giornate sono aperte a tecnici, ricercatori, aziende, professionisti e studenti coinvolti a vario titolo nella filiera dell’agricoltura digitale. L’evento è patrocinato dall’Ordine provinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Bari, dal Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Provincia di Bari con il Coordinamento Regionale dei Collegi della Puglia, e dalla Federazione regionale degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati della Regione Puglia. Per gli iscritti agli albi sono previsti CFP caratterizzanti: per i Dottori Agronomi e Forestali secondo il Regolamento CONAF approvato con Delibera del Consiglio n. 162 del 27 aprile 2022, e crediti caratterizzanti anche per Periti Agrari, Periti Agrari Laureati, Agrotecnici e Agrotecnici laureati. Un’ultima annotazione, di quelle pratiche che fanno la differenza: la scadenza per le iscrizioni è fissata al 10 agosto 2026, mentre quella per l’invio degli abstract era il 13 luglio. Le istruzioni per la registrazione sono disponibili sulla pagina SOI dedicata all’indirizzo https://www.soihs.it/gtsoi2026/default.aspx.

Bari, per due giorni di settembre, diventa il punto in cui la ricerca sulla sensoristica e sull’intelligenza artificiale in ortoflorofrutticoltura si mette alla prova davanti a chi quella tecnologia dovrà usarla. 

Autore

  • Francesco Maldera

    Laureato in Gestione e Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Rurali Mediterranei, sono un giovane ricercatore dell'Università di Bari. Mi occupo in particolare di arboricoltura da frutto, con un occhio sempre verso le ultime innovazioni tecniche e tecnologiche.

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