Evapotraspirazione da satellite: opportunità e limiti applicativi per la gestione irrigua delle colture arboree mediterranee

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L’uso delle tecnologie di telerilevamento satellitare per la stima dell’evapotraspirazione colturale (ET) rappresenta una delle frontiere più promettenti per la allocazione efficiente di acqua e la gestione irrigua di precisione, in particolare nei contesti mediterranei caratterizzati da crescente scarsità idrica e da colture ad alto valore economico. Su questi temi si è concentrato l’International Workshop dedicato ai progressi nel remote sensing applicato alla determinazione dell’ET in colture arboree micro-irrigate, svoltosi il 20 gennaio 2026 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il workshop ha messo a confronto approcci modellistici, applicazioni operative e risultati sperimentali provenienti da diversi contesti internazionali, con particolare attenzione alle esperienze maturate in California, Cile, e nel bacino del Mediterraneo. L’obiettivo comune è stato quello di valutare l’affidabilità delle stime di evapotraspirazione ottenute da satellite e la loro reale applicabilità nella gestione irrigua di fruttiferi permanenti.

Uno dei punti centrali emersi riguarda l’accuratezza delle stime satellitari di ET quando confrontate con misure dirette effettuate a terra mediante sistemi micro-meteorologici, quali l’eddy covariance. I risultati presentati hanno evidenziato discrepanze anche molto rilevanti tra ET stimata ed ET misurata, soprattutto nel caso di colture arboree come agrumi e pistacchio, con errori che in alcuni casi possono superare il 50%. Tali differenze pongono interrogativi importanti sull’uso diretto e non mediato dei prodotti satellitari per la programmazione irrigua, nonche’ per la allocazione e gestione delle risorse idriche a scopo irriguo su scala comprensoriale.

Le cause di queste imprecisioni sono molteplici. Da un lato, i modelli di remote sensing si basano prevalentemente su parametri atmosferici rilevati da un’osservazione istantanea della superficie colturale (il cosiddetto approccio “one shot”), che viene poi estesa all’intera giornata secondo assunzioni limitate. Dall’altro, questi modelli faticano a rappresentare correttamente il comportamento ecofisiologico giornaliero delle colture arboree. È stato mostrato, ad esempio, come alcune specie manifestino una forte attività fotosintetica e traspirativa nelle prime ore del mattino, seguita da una loro rapida riduzione già nelle ore centrali della giornata (per via della minore umidita’ e/o maggiore temperatura dell’aria), risposta che i sensori satellitari non riescono a cogliere adeguatamente.

Un ulteriore elemento critico riguarda la specificità colturale. Le risposte fisiologiche al calore, all’umidità relativa e allo stress idrico variano sensibilmente tra specie diverse, come agrumi, mandorlo e pistacchio. Ne consegue che non possono esistere modelli di stima dell’ET validi universalmente per tutte le colture e per tutti gli ambienti di coltivazione. Al contrario, è emersa con forza la necessità di calibrare e validare i modelli satellitari per singola coltura e per specifico contesto pedoclimatico, integrando le informazioni provenienti da campagne di misure fisiologiche in campo.

In questa prospettiva, le tecnologie satellitari non devono essere viste come strumenti alternativi alle misure a terra, ma come componenti di un sistema integrato. La realizzazione di reti di stazioni di eddy covariance e di monitoraggio ecofisiologico consente di migliorare significativamente l’accuratezza delle stime satellitari attraverso processi di calibrazione locale. Solo in questo modo le tecniche di remote sensing possono diventare un supporto realmente affidabile per il water accounting e per la gestione efficiente e sostenibile delle risorse idriche in agricoltura.

Le conclusioni del workshop convergono su un messaggio chiaro: le nuove tecnologie offrono opportunità straordinarie per l’irrigazione di precisione, ma il loro utilizzo operativo richiede cautela, conoscenza dei limiti e un forte ancoraggio alle misure di campo e ai dati sperimentali. In sistemi agricoli ad alto valore economico, una stima non accurata dell’evapotraspirazione può tradursi in scelte irrigue errate, con conseguenze produttive ed economiche negative rilevanti. La sfida futura sarà quindi quella di integrare modelli, sensori, e fisiologia delle colture per rendere il telerilevamento uno strumento realmente efficace al servizio dell’agricoltura mediterranea.

Autore

  • Francesca Galizia

    Mi chiamo Francesca Galizia e sono laureata in Agraria. Questo settore, per me, è croce e delizia: complessità, stupore, ma anche fatica. Il mondo agricolo è estremamente eterogeneo e capirne le dinamiche non è spesso facile, ma è talmente affascinante e ricco che staccarcisi è impossibile. C'è una frase che mi accompagna da quando ho iniziato il mio percorso di studi e che penso non mi abbandonerà mai: “In agricoltura non c'è una risposta universale, l’unica risposta possibile è: ‘dipende’.”

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