Deficit commerciale di 4.1 miliardi € nel 2022 nel settore cerialicolo

Il segmento cerealicolo italiano ha registrato un deficit commerciale di 4.1 miliardi € nel 2022 (4.169,9 milioni € per la precisione): infatti, a fronte di un valore complessivo dell’import di 9.861,3 milioni di euro spesi per tra cereali, semi oleosi e farine proteiche, è corrisposto un valore dell’export pari 5.691,4 mln €. Dunque l’Italia, seguendo lo stesso trend del 2021 (quando l’import era pari a 6.969,7 mln € e l’export a 4.231,5 mln, quindi con un saldo negativo di oltre 2.7 miliardi €) si riconferma un Paese fortemente dipendente dall’apporto cerealicolo straniero, anche se i volumi sono aumentati sensibilmente, sia in entrata che in uscita.

I dati, basati sull’anno solare a partire dalle rilevazioni Istat, sono stati elaborati da Anacer (Associazione Nazionale Cerealisti) per fotografare la bilancia commerciale del settore cerealicolo. Tuttavia, come sottolineato dalla sigla, per una corretta analisi dei flussi commerciali import/export deve essere considerato il periodo 1 luglio – 30 giugno, corrispondente alla campagna di commercializzazione agricola.

Cereali, l’andamento per colture

Sempre in base al report di Anacer, le importazioni in Italia di cereali in granella aumentano di 1,37 milioni di tonnellate (+10,3%), pari ad un controvalore di 1.796,1 milioni di euro (+54% rispetto al 2021). L’incremento quantitativo è dovuto principalmente al mais (+1,6 milioni di tonn, pari a +975,6 milioni di euro); pure in aumento il grano tenero (+106.000 t) e l’orzo (+44.200 t). In diminuzione del 20% gli arrivi di grano duro (-462.000 tonnellate, per un controvalore di +182,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente).

Le importazioni di riso chiudono l’anno con un incremento di 189.000 t (+82% considerando nel complesso risone, riso semigreggio, lavorato e rotture). Per quanto riguarda le farine proteiche e vegetali si registra un incremento nelle quantità di 120.000 tonnellate (+5%) per un valore di 283,2 milioni di euro (+33,4%), mentre per i semi e frutti oleosi il saldo quantitativo negativo di 236.000 tonnellate, corrisponde ad un controvalore in aumento di 270,8 milioni di euro (+18,5%)

Le esportazioni dall’Italia dei principali prodotti del settore nell’intero anno 2022 sono risultate in aumento nelle quantità di 324.500 t (+7,1%) e nei valori di 1.459,9 milioni di Euro (+34,5%) rispetto allo stesso periodo 2021. L’incremento delle quantità esportate è dovuto ai cereali in granella (+130.000 t, di cui +167.000 t di grano duro e -41.000 t di grano tenero) ed alle paste alimentari (+131.000 t, pari ad un valore di circa 800 milioni di euro).

Risultano in aumento anche le vendite all’estero di farina di grano tenero (+38.000 t), di mangimi a base di cereali (+27.000 t) e di riso (+13.700 t considerato nel complesso tra risone, semigreggio e lavorato). Chiudono l’anno 2022 in negativo le esportazioni di semola di grano duro (-8,3%) e dei prodotti trasformati/sostitutivi (-0,5%).

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