Con la legge di bilancio prorogato il fondo di garanzia

Nella legge di Bilancio 2022, tra le altre novità, è stata inserita la proroga dell’operatività straordinaria del Fondo diretto dal Ministero dello Sviluppo Economico per aiutare le Piccole e Medie Imprese (PMI) ad accedere al credito bancario.

Nel testo si estendono le misure del 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022, ma viene meno, revocato, tra gli altri, il beneficio delle c.d. garanzie gratuite: dal 1 aprile l’erogazione del beneficio sarà legata al pagamento di una commissione.

Si ricordi che il ”Fondo di Garanzia (L.662/1996) è una misura di sostegno per le Piccole e Medie Imprese che non riescono ad accedere ai finanziamenti bancari poiché non dispongono di garanzie sufficienti.

Con l’estensione dell’operatività fino al 30 giugno 2022, viene procrastinata anche la ”riserva da 100 milioni per l’erogazione della garanzia sui finanziamenti fino a 30 Mila euro a favore degli enti non commerciali.

I soggetti che possono accedere ai benefici sono le PMI economicamente sane, presenti sul territorio nazionale, comprese le imprese artigiane, che svolgono attività in qualsiasi settore, ad esclusione di quelli che l’Unione Europea ritiene sensibili.

Da aprile 2022 scenderà la copertura sui finanziamenti fino a 30.000 euro, che passa del 90 al 80%. Anche in questo caso sarà necessario versare una commissione per ottenere la garanzia. L’importo massimo garantito per ogni singola impresa passa a 5 milioni di euro. La garanzia, sia diretta che indiretta, verrà concessa soltanto dopo l’applicazione di un modello di valutazione.

Stabiliti nuovi limiti massimi di impegni che ogni anno il Fondo potrà assumere, attraverso la Legge di Bilancio sulla base di due fattori: un piano annuale di attività che definisce tipo ed ammontare degli importi da finanziare; e un sistema dei limiti di rischio, cioè una valutazione della propensione al rischio del portafoglio delle garanzie del Fondo.

Il Piano dovrà essere deliberato ogni anno dal Consiglio di gestione del Fondo, su proposta iniziale del MISE e di concerto con il MEF.

50 Mln di euro è l’importo del limite massimo fruibile per l’esercizio finanziario 2022.

Previste le dotazioni del Fondo di Garanzia per gli anni a venire, che dopo un incremento iniziale del budget, andrà poi a scalare: 529 Mln di euro per il 2024; 1,7 miliardi nel 2025; 650 Mln nel 2026 e 130 Mln di euro nel 2027.

Contributo a fondo perduto per le imprese fino a 10.000 euro. Ristorazione collettiva, mense e catering

È stato firmato il 23 dicembre 2021(pubblicato il 28.12.21) dal MISE un pacchetto di aiuti settoriali previsti già dal Decreto Sostegni Bis, che si aggiungono a quelli standard erogati in generale alle Partite IVA. Al momento sono stati stanziati 100mln, per fornire di un sostegno quelle imprese di cui all’oggetto che nell’anno 2020 abbiano subito un calo di fatturato rispetto al 2019 non inferiore al 15%, che svolgono le loro prestazioni sotto contratto di un committente (che sia appartenente alla sfera del privato o del pubblico) per erogare servizi di ristorazione non occasionale ad una specifica comunità (ad esempio università, caserme, scuole).

Il plafond verrà distribuito in misura uguale su tutte le imprese ed il suo importo massimo è fissato in 10 mila euro.

Per inoltrare domanda e la relativa documentazione bisognerà attendere nuove ed ulteriori specifiche del MISE attraverso le Agenzie delle Entrate.

L’attività va individuata da uno dei seguenti codici ATECO 2007:

– 56.29.10 Mense;

– 56.29.20 Catering continuativo su base contrattuale.

Le imprese interessate devono essere regolarmente costituite, iscritte ed ”attive” nel Registro delle Imprese; avere sede legale o operativa sul territorio nazionale; presentare un ammontare dei ricavi nell’anno 2019 generato per almeno il 50% dai corrispettivi per i contratti di ristorazione; non essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; non essere già in difficoltà al 31.12.2019 come da definizione stabilità dall’art. 2, punto 18, del regolamento di esenzione.

Questa ultima condizione non si applica alle microimprese e piccole imprese, purché non siano in liquidazione volontaria e sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie e a condizione che le imprese interessate non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Ai fini della quantificazione del fatturato rilevano i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del TUIR, relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2020.

Per le prese costituite nel corso dell’anno 2019, la riduzione del fatturato (15 %), è rapportata al periodo di attività del 2019 decorrente dalla data di costituzione e iscrizione nel registro delle imprese, prendendo in considerazione il fatturato registrato nel predetto periodo ed il fatturato registrato nel corrispondente periodo del 2020.

Il Decreto MISE e MEF in questione prevede inoltre, l’importo (per l’esatto valore della cifra a cui si ha diritto bisognerà attendere la scadenza per la presentazione della domanda di accesso all’agevolazione) e le relative modalità di calcolo. Si deve considerare, peraltro, il numero dei dipendenti (sia con rapporto a tempo determinato ed indeterminato) come risultanti dall’ultima dichiarazione retributiva e contributiva dell’impresa alla data del 31 dicembre 2019.

Tutti i dettagli e le istruzioni per procedere saranno definiti con un provvedimento specifico dell’Agenzia delle Entrate.

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