Coltivare siepi e bordure fiorite lungo i campi, aiuta gli insetti impollinatori


Le siepi e le bordure fiorite lungo i campi coltivati supportano gli insetti impollinatori durante l’anno. E’ quanto emerge dal progetto Pan europeo Poshbee al quale partecipa anche Coldiretti, con il supporto di Ager, sui fattori di stress che incidono sulla salute delle api. Insetti quali api, farfalle e mosche sirfidi sono considerati impollinatori poiché, spostandosi da un fiore all’altro per nutrirsi, aiutano le piante a produrre frutti e semi.

Alcuni di questi impollinatori stanno diminuendo, e una delle cause di questo declino è la distruzione di habitat naturali, a cui è legata anche la diminuzione dei fiori che gli impollinatori usano come risorsa. In paesaggi agricoli, i margini dei campi coltivati (incluse le bordure fiorite dei campi e le siepi) costituiscono un elemento semi-naturale, in grado di supportare le comunità di insetti impollinatori, in quanto fonte di cibo. In ambienti agricoli, anche le fioriture di massa dei campi (abbondanti, ma di breve durata) potrebbero costituire una fonte di cibo.

La fine del periodo di fioritura di questi campi, però, potrebbe causare delle lacune nutrizionali per gli insetti impollinatori. Le fioriture delle siepi e delle bordure ai margini delle coltivazioni, potrebbero quindi essere importanti per sostenere gli insetti al di fuori del periodo di fioritura dei campi coltivati. In questo contesto, i ricercatori hanno esaminato le relazioni tra il numero e le specie di fiori presenti nelle siepi e lungo i margini di campi di colza e di meleti (colture caratterizzate da fioriture di massa), e il numero di api, farfalle e mosche sirfidi. Inoltre, sono state analizzate come questa relazione tra piante e insetti cambiava nel corso del tempo.

Sono stati, quindi, selezionati 11 siti, in Irlanda, con fioriture di massa (sei campi di colza e cinque meleti), dove hanno monitorato sia le fioriture presenti lungo i margini dei campi, che cinque gruppi di insetti impollinatori (api da miele, bombi, api solitarie, farfalle e mosche sirfidi). Per controllare come le comunità cambiavano nel tempo, questi monitoraggi sono stati effettuati in tre periodi diversi (durante e dopo la fioritura di massa dei campi coltivati, tra Aprile e Agosto 2019). Per controllare l’impatto delle bordure e delle siepi in fiore, sono stati monitorati sia gli insetti presenti lungo i margini dei campi, che al centro dei campi stessi.

I risultati mostrano che sia i fiori che gli insetti cambiano nel corso della stagione. Dallo studio non è però emersa nessuna relazione prevedibile tra il numero di insetti e quello dei fiori presenti lungo i margini; unica eccezione era il numero di bombi, che aumentava quando c’erano più fiori di diverso tipo lungo i margini dei campi. Inoltre si è scoperto che i gruppi di insetti cambiavano durante la stagione in modo diverso tra loro – le api solitarie, ad esempio, diminuivano nel corso del tempo, al contrario le farfalle erano più comuni alla fine dell’estate.

Sono emerse differenze nel numero di insetti presenti al centro dei campi e lungo i loro margini. In particolare, durante il periodo di fioritura delle colture di massa, sia le farfalle che le mosche sirfidi erano più numerose lungo i bordi dei campi coltivati, che al centro di essi. Nei meleti, questo succedeva anche alla fine della fioritura delle colture di massa. I risultati confermano quindi l’importanza che le bordure fiorite e le siepi rivestono per le comunità di insetti impollinatori in ambiente agricolo.

Infatti i risultati suggeriscono che questi elementi naturali costituiscono una risorsa alternativa di cibo durante la fioritura di massa dei campi, e colmano lacune nutrizionali che possono presentarsi alla fine delle fioriture dei campi. In generale, lo studio supporta politiche in grado di preservare, e migliorare, gli habitat naturali presenti in paesaggi agricoli (come siepi e bordure fiorite lungo i campi coltivati), con l’obiettivo di proteggere gli insetti impollinatori e di promuovere una produzione agricola sostenibile. A tal fine sarebbe opportuno che nell’ambito dei Psr si prevedessero adeguati incentivi agli agricoltori per realizzare le misure sopra indicate.

Il progetto POSHBEE è finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Orizzonte 2020 con contratto nr.773921. L’articolo rispecchia l’opinione dell’autore e la Commissione non è responsabile delle informazioni contenute.

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