Caporalato, imprese agricole e tutela del lavoro: confronto a Policoro tra istituzioni e operatori del settore

Scritto da:

Durante un incontro a Policoro, agricoltori, istituzioni e professionisti hanno discusso di contrasto al caporalato, tutela dei lavoratori e criticità che gravano sulle aziende agricole. Al centro del dibattito anche i costi sostenuti dalle imprese per formazione e sicurezza e la necessità di salvaguardare l’immagine del Metapontino. 

POLICORO – Un confronto aperto e articolato sui temi del lavoro agricolo, della lotta al caporalato e delle difficoltà che quotidianamente affrontano le aziende del territorio. È quanto emerso dall’incontro svoltosi ieri a Policoro, alla presenza del sindaco Enrico Bianco, del presidente del Coordinamento Agricoltori di Basilicata Pasquale Bruno, del vicepresidente Loris Gentile, del presidente dell’associazione “Difendiamo il Territorio” Francesco Acinapura, dell’avvocato penalista Salvatore De Bonis e di Vincenzo Iannuzziello.

Al centro del dibattito, il fenomeno del caporalato, indicato da tutti i partecipanti come una piaga da contrastare con determinazione, ma anche le criticità che interessano il rapporto tra aziende agricole e manodopera.

«Il caporalato rappresenta un fenomeno che va debellato senza esitazioni – ha sottolineato Pasquale Bruno – ma è necessario affrontare anche le problematiche che le imprese agricole si trovano a fronteggiare quotidianamente e che spesso rimangono in secondo piano nel dibattito pubblico».

Particolarmente significativo l’intervento dell’avvocato Salvatore De Bonis, esperto in procedimenti penali legati al caporalato, che ha illustrato il quadro normativo e giudiziario relativo al fenomeno, soffermandosi sulle responsabilità e sugli strumenti a disposizione delle istituzioni e degli operatori per contrastare le forme di sfruttamento del lavoro.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre evidenziata la necessità di garantire maggiore equilibrio nelle tutele previste per il settore agricolo. Tra le questioni affrontate, quella degli obblighi formativi e sanitari che gravano sulle aziende.

«Le imprese sostengono costi per visite mediche, corsi di formazione e tutti gli adempimenti previsti dalla normativa – ha spiegato Bruno – ma accade frequentemente che alcuni lavoratori, dopo aver completato il percorso richiesto, interrompano il rapporto di lavoro dopo pochi giorni. In queste situazioni le aziende non hanno alcuna forma di tutela e si trovano a sostenere spese che non vengono recuperate».

Un altro aspetto approfondito durante il confronto riguarda le conseguenze che le vicende legate al caporalato producono sull’immagine del Metapontino. Su questo tema si è soffermato Iannuzziello, che ha richiamato l’attenzione sulle ripercussioni reputazionali che tali episodi possono avere su un territorio a forte vocazione agricola.

«È fondamentale distinguere le responsabilità di chi opera fuori dalle regole dalla grande maggioranza delle aziende che lavorano nel rispetto delle norme e investono nella qualità e nella legalità», è stato evidenziato nel corso del dibattito.

L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di proseguire il confronto tra istituzioni, associazioni e operatori del comparto, nella convinzione che il contrasto al caporalato debba procedere di pari passo con misure capaci di garantire maggiore tutela e sostenibilità alle imprese agricole del territorio.

Autore