Agrumi: ecco come contrastare senescenza, cascola e macchia d’acqua


Agrumi, fitopatie non parassitarie dei frutti in pre-raccolta.  I consigli dei tecnici ALSIA del servizio FITOCONSULT

Le fitopatie non parassitarie sono dei disordini fisiologici e delle alterazioni che possono determinare perdite quanti-qualitative di produzione significative. Tra i fattori agenti causali si ricordano lo stress idrico, le alterazioni nutrizionali, le condizioni di conservazione, gli andamenti climatici anomali, il vento, le basse e alte temperature e così via.

I fenomeni di senescenza dei frutti si evidenziano quando i frutti maturi permangono oltre tempo sulle piante, in attesa della raccolta. In particolare, i fenomeni più gravi si verificano a carico della varietà clementine comune, in cui è evidente dapprima una decolorazione irregolare della buccia, cui si associa fessurazione e sviluppo di parassiti, che determinano marcescenza e successiva cascola dei frutti.

I fenomeni di senescenza sono favoriti da umidità elevata seguita da periodi secchi, venti forti e pioggia. In generale, condizioni climatiche avverse del periodo di maturazione amplificano il fenomeno di senescenza. Per limitarne gli effetti è possibile utilizzare acido gibberellico quando il frutto inizia il viraggio del colore, che ritardando la colorazione dei frutti, preserva la buccia da questa alterazione.

L’applicazione di acido gibberellico nella fase in cui i frutti cominciano a perdere contenuto in clorofilla, cioè quando la buccia comincia a schiarirsi, riduce significativamente la incidenza del fenomeno. Le varietà che rispondono bene sono il Clementine Comune, il Fortune, il Clemenules, il Nova, il Mandalate. L’applicazione ha validità solo se effettuata in maniera preventiva, mentre l’applicazione tardiva può avere effetti negativi sull’induzione a fiore delle gemme, determinando un minor numero di fiori nell’annata successiva. L’efficacia è condizionata dai volumi di acqua utilizzati per il trattamento che variano in base al volume della chioma da bagnare e che, mediamente, devono essere di 25 hl/ha, su piante adulte produttive.

La cascola dei frutti maturi (fruit drop) in epoca anteriore alla raccolta rappresenta un grave problema per la maggior parte delle varietà di arancio e di alcuni ibridi di mandarino-simili. Le arance Tarocco, Moro, Washington Navel e Navelina ISA 315 sono quelle più soggette al fenomeno, mentre nei mandarino simili le più soggette sono il Mandarino avana, il Tardivo di Ciaculli ed alcuni ibridi triploidi, come Tacle, Clara e il Mandalate. L’applicazione di prodotti ad azione auxino-simile, quando i frutti hanno raggiunto la colorazione, limita fortemente il fenomeno.

La macchia d’acqua (water spot) è una delle più gravi fitopatie a carico del clementine. Questa fitopatia, che si verifica nella fase di maturazione dei frutti, è caratterizzata dall’imbibizione dell’albedo per infiltrazione di acqua che penetra attraverso lesioni del flavedo. Su clementine, piogge insistenti e prolungate, ma anche la rugiada, determinano la marcescenza dei frutti, fenomeno che si attenua con tempo secco ma nella polpa permane un sapore di muffa.

Gli interventi che si possono mettere in atto sono vari:

  • effettuare la raccolta scalare, in modo da evitare che i processi degenerativi della buccia progrediscano e ridurre al minimo gli scarti;
  • ridurre al minimo le condizioni predisponenti lo sviluppo di microlesioni che sono alla base del fenomeno;
  • effettuare interventi a base di gibberelline nel periodo di pre-invaiatura, in miscela con fertilizzanti (fosfato monoammonico) in quanto ritardano l’inizio dei processi di invecchiamento della buccia.

Autore: Michele Troiano

Fonte: Alsia Basilicata

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