Storia di un’apicoltura biologica tra gli olivi e il mare

C’è un luogo in Puglia, nel cuore del Gargano dove le api fanno l’olio. Cosa significa ve lo abbiamo spiegato qui: tra gli olivi di Monini coltivati secondo il metodo biologico, le api possono prosperare senza temere che l’uso sostanze chimiche di sintesi mini la loro sopravvivenza. E in cambio le impollinatrici fanno sì che la biodiversità sia più ricca e, a detta dello stesso apicoltore, che i fiori si trasformino più facilmente in olive da cui ricavare un olio pulito.

Biomonitoraggio di api e ambiente

In particolare, è l’apicoltore Matteo Maccarone dell’azienda Apicoltura Carpinese di Carpino (Fg) che da anni predilige proprio i territori confinanti con Monini per godere di questa fondamentale sinergia che si crea tra api e uliveti biologici. E sul suo apiario, condotto in conformità con i principi del progetto Bee my Future di LifeGate, Monini ha applicato un’innovazione unica in Italia, ovvero il primo sistema non invasivo di biomonitoraggio per verificare lo stato di salute delle api e, tramite esso, anche quello dell’ambiente circostante. I dati saranno presto disponibili e consultabili da chiunque su lifegate.it grazie a uno spazio dedicato, mentre con il concorso “Le api fanno l’olio”, anche voi potrete partecipare all’iniziativa: fino al 30 giugno 2018 comprando una bottiglia di olio Bios Monini contribuirete all’adozione di 50 api. Inoltre, inserendo i vostri dati e quelli dello scontrino di acquisto sul sito monini.com, potrete vincere una fornitura annuale di olio Bios e una di miele da apicoltura biologica. Intanto scopriamo di più sull’apiario che viene monitorato.

 

Un’apicoltura nomade e biologica

Interessato all’apicoltura fin da bambino, Matteo Maccarone si è laureato alla Facoltà di Agraria di Napoli e con la moglie ha dato avvio a un allevamento di api nel carpinese seguendo le orme e i consigli di un apicoltore molto esperto della zona, che è diventato il suo mentore e gli ha affidato i segreti del mestiere. Oggi è un apicoltore professionista con 25 anni di esperienza alle spalle e un grande amore per le sue api.

Quella di Maccarone è un’apicoltura nomade: da fine febbraio a ottobre, finché il clima è mite, mantiene le sue 50 arnie a Carpino, nella località Monte Vernone a circa 400 m sul livello del mare e confinante con gli oliveti biologici di Monini. Da ottobre in poi le sposta invece verso il mare, nella zona di Rodi Garganico, dove le temperature più calde permettono la produzione di miele anche durante l’inverno perché le api continuano a impollinare e produrre miele per la propria sussistenza. Maccarone conduce un’apicoltura biologica, grazie alla quale non vengono realizzati trattamenti sanitari sulle api se non quelli ammessi dal disciplinare biologico: ad esempio, per il trattamento anti varroa l’apicoltore utilizza solo l’acido salico senza ricorrere agli acaricidi. Le arnie inoltre sono realizzate con legno naturale di abete non trattato che all’interno viene propolizzato dalle api per garantire un ambiente sanificato per la regina.

 

Le api, gli olivi, il miele

I pollini degli olivi sono un nutrimento eccezionale per le api (quelle di Carpino sono della specie Apis mellifera italiana) perché rappresentano la loro principale fonte proteica. Grazie poi alla biodiversità del territorio dove impollinano e a un ecosistema protetto dall’inquinamento e dai pesticidi come quello degli oliveti Monini, le impollinatrici sono in grado di produrre differenti tipi di miele, dalla menta all’arancio, dal timo al rosmarino, dall’asfodelo alla varruca e, ancora, al trifoglio, che Maccarone vende nei negozi e nei mercati di zona insieme a cera d’api e propoli.

 

Autore: Carlotta Garancini

Fonte: Lifegate